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Agosto

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Agosto, per me vieni dopo Ferragosto. Prima non ti ho mai vissuto appieno, vuoi per la stanchezza dopo tanti mesi senza ferie, gli ultimi giorni di lavoro, la disperazione coi bambini al caldo e i centri estivi in chiusura, la preparazione dei bagagli per le vacanze (quando ancora le facevo) di corsa, le notti torride e le giornate afose scandite dal canto delle cicale instancabili e coi gatti stanchi e più pigri del solito, stesi sul pavimento o all'ombra della casa in giardino, negli angoli in cui è percepibile un debole venticello. Poi dopo Ferragosto, mai così presto come quest'anno in cui non ho nemmeno un giorno di riposo e il caldo è stato davvero insopportabile, arriva un mattino in cui sento soffiare una piacevole arietta. Stamane ho avuto questa impressione, confermata da mamma che al mio arrivo aveva già ascoltato alla TV le previsioni del tempo che annunciavano un abbassamento delle temperature proprio da oggi. Dopo pranzo mi sono seduta in giardino in attesa che la...

Bye bye Bunny

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Da quando sei nato, anzi già nella mia pancia, non sei mai stato gracile, esile né minuto: sempre fuori misura, un gigante tra i bimbi, che sfruttava la sua imponenza fisica per supportare doti di diplomazia e intermediazione tra parti in contrasto. Ma anche ora che sei maggiorenne, imponente montagna d'uomo, io ti chiamo coniglietto e per me quello rimani. Complice forse il periodo intenso di preoccupazioni e attività coi tuoi nonni, che mi ha travolta come un frontale con un treno in corsa, inaspettatamente non mi sento ansiosa né preoccupata per la tua imminente partenza alla volta di una meta distante diecimila chilometri, per un anno lontano da me. Certamente mi mancherai, magari andrò in crisi già quando sarai in viaggio e nemmeno giunto a destinazione, chissà. Ma a chi mi dice che la mamma è quella che più soffre della distanza dei figli, potrei rispondere che, per quanto mi riguarda, la mamma è quella che più soffre in generale, per tutto, da quando li mette al mondo. Poi n...

Ciclici cedimenti

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Era da un po' che non piangevo e non venivo assalita all'improvviso da attacchi di ansia. Stavo trovando un equilibrio, per quanto instabile, nella quotidiana sofferenza, ma sapevo di essere stanca e stressata, sottoposta al ritmo incalzante delle attività impegnative senza un momento di respiro ed era prevedibile che sarei crollata. In queste condizioni di fragilità emotiva ad alto contenuto di stress la miccia si accorcia ogni giorno che passa e non servono grandi quantità di accelerante, piuttosto una debole fonte di innesco a farmi esplodere dopo tante giornate superate con coraggio e resilienza. Quando scoppio ultimamente non mi arrabbio, forse richiede troppa energia e non ho più scorte. Invece mi ripiego su me stessa, mi rabbuio, l'ansia sale fino a riempire la testa che duole e offusca i pensieri, quelli logici e razionali, a favore delle paure e del buio pessimismo. Alimentato dalla pressione sul petto, il dolore infine trabocca in un debole rivolo di lacrime silen...

A chi non parla

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Agli introversi o presunti tali. Ai duri di poche parole per cui contano i fatti. A chi ha un cuore tenero sotto una spessa corteccia. A chi scrive parole che non pronuncia a voce e a chi nemmeno le scrive. A tutti coloro che per un motivo o per l'altro non esprimono a voce quello che provano (se lo provano). I sentimenti, che siano piccoli o grandi (non servono dichiarazioni di amore eterno ma anche semplici manifestazioni di quell'enorme dote che è la gentilezza), andrebbero secondo me espressi anche a voce, in uno dei mille modi in cui si può donare un variopinto fiore di amicizia, affetto, amore in ogni sua forma, ad una persona. In passato anche io ho peccato di aridità espressiva, con scuse più o meno plausibili, incolpando chi mi ha educata o chi mi ha fatta soffrire. Ho cominciato a manifestare i primi cedimenti strutturali nel momento in cui la vita mi ha messo davanti la sofferenza dei miei genitori, la loro fragilità in tutta la sua potenza. In quel momento il mio mu...

Primo addio. Preparazione.

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Sono entrata in una nuova dimensione, nella quotidianità sono entrate la vita e la morte. La mattina nel parco passeggia una bambina graziosa e la sera saluto E. che ci sta lasciando. Penso sia stato uno dei primi incontri nella casa dei nonni, a spasso con la sua carrozzina e la mano perennemente tesa chiedendo un passaggio, un aiuto o semplicemente dove fosse M., la figlia. Nella casa dei nonni è tutto diverso da come ero abituata io. La sofferenza e la morte fanno parte del quotidiano. Aleggiano ovunque ma non pesano, almeno apparentemente: svolazzano, in uno stato di cosciente semi-incoscienza. Si riesce a sorridere, a volte ridere e godere di piccole grandi gioie, tra un pianto, un urlo, un battibecco. Ma si affronta tutto assieme. Loro con una maturità che solo l'età può dare e magari un po' di perdita di lucidità forse in questi casi aiuta. Mi colpì una frase che mi disse una suora a messa, quando le spiegai di aver scoperto la parentela tra mia mamma e don O.:"Dopo...

Luglio

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Quasi mi scappavi...senZa quasi accorgermi sei già finito...mese caldissimo, fatto di giornate scandite da azioni, persone, tempi e orari tutti uguali. Dopo un mese di giugno traumatico, a luglio il mio battito si è stabilizzato. Mi sto adeguando, forse abituando a questa mia nuova vita, a queste mie nuove amicizie mature ed esperienze così diverse dal passato, che mi donano un nuovo sguardo sul mondo, sull'umanità e ciò che mi circonda. E a proposito di ciò che mi circonda, la flora del magico parco, fiorita anche a luglio di molteplici colori e forme, mi sostiene, rilassa e coccola, sempre accanto a mamma a cui ripeto quotidianamente che insieme ce la facciamo, ce la stiamo facendo ad affrontare tutto. Grazie luglio del tuo caldo (a volte troppo) abbraccio fiorito.

L'appuntamento

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Ormai è un appuntamento fisso e non solo con mamma, ma con tutti loro e a dir la verità sono gli altri ospiti a sostenermi psicologicamente, farmi coraggio e darmi forza quando mamma non è al top. E lei è così generosa e altruista con le sue nuove amiche di cui coglie dinamiche, fragilità ma meccanismi mentali non immediati, attraverso i quali riesce a entrare in contatto con loro, trovando la chiave da girare nella serratura per varcare la soglia della loro mente e del loro cuore. Ci sono tante situazioni, persone diverse con problemi diversi, ma sensibilità, generosità e qualità amplificate, immense, ognuna tanto particolare, che renderebbero banali tanti individui comunemente definiti normali. Hanno vissuto, amato, sperimentato più di me, ma molto di loro non riescono a esprimerlo se non, quelli che ancora ne sono in grado, con quegli occhi grigi che si accendono di gioia per piccole attenzioni e quei sorrisi che sbocciano come fiori nel deserto e ti incantano, con piccoli grandi ge...

Sapientino e sapientoni

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Tanto amavo quel gioco ai tempi innovativo e moderno, precursore della rivoluzione tecnologica imminente, quanto malsopporto le persone che credono di avere le risposte a tutte le domande, dalle più banali ai grandi quesiti di misteri ancora irrisolti. Forse la mia è gelosia o sana invidia per chi è sicuro di sé e sereno, quando io sono da sempre schiacciata dai sensi di colpa, le insicurezze, le piccole e grandi ansie del vivere quotidiano, i dubbi universali, le domande filosofiche, i contorcimenti mentali nel caos della mia testa confusa, che portano al nulla cosmico. Io le persone le rispetto per la loro unicità, ma auspicherei che i detentori di queste splendide e invidiabili appunto qualità di elevata autostima e sicurezza in sé e nelle proprie idee e capacità risparmiassero il prossimo, magari non tutti ma almeno me, ed evitassero di offrire soluzioni e impartire lezioni a chi non imparerebbe anzi ne verrebbe turbato, nella migliore delle ipotesi. Ma non siamo tutti uguali e il ...

Il-logiche alchimie

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Già all'arrivo si preannunciava un pomeriggio vivace. Domenica d'estate, senza educatori e con pochi parenti, i diversamente giovani nel pieno della loro libertà espressiva, non trattenuti da vincoli famigliari né educativi, si esprimevano in libertà. Mentre tentavo di fare conversazione con mamma continuamente interrotta dalla G. che mi stringeva la mano e mi chiedeva di portarla a casa da mamma e papà e dalla M. che fatica a parlare ma mi ripeteva chiaramente di lasciarla perdere (consiglio che io né mamma intendevamo seguire perché ci siamo affezionate alla G. ed è impossibile resistere al suo continuo chiedere), fui distratta da una curiosa conversazione. Potrei definirla uno scambio di logiche follie, un binomio sconnesso, un dialogo fondato su botta e risposta a domande diverse, una perfetta sintonia nel caos, un'ordinata entropia. Lungi dal prendermi gioco di patologie neurologiche e geriatriche di cui non conosco appieno i dettagli ma rispetto profondamente chiunque...

Jealous guy

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Ascoltando questa canzone in radio mentre guidavo via da mamma, ieri mi è venuto in mente il mio incontro scontro con un ospite, qualche giorno fa. Infastidito dalla mia voce che gli impediva di ascoltare in TV un episodio di Mr Bean...mi ha severamente ripresa un paio di volte. Nonostante tentassi di abbassare il tono di voce (a discapito di mamma e delle altre nonnette mediamente sorde che non mi sentivano più e mi chiedevano di ripetere di continuo), ad un tratto mi raggiunse ad andatura sostenuta sulla sua carrozzina e puntandomi l'indice mi chiese cosa ci facessi lì. Non si accontentò come risposta del mio legame stretto di parentela con un'ospite: si rivolse all'educatrice riferendole di aver parlato con un medico che sosteneva che io non potessi stare in quel luogo. Si rivelarono inutili gli sforzi della povera e dolce Emma per convincerlo che fosse regolare orario di visita, toccante il tentativo di tranquillizzarmi che fecero subito due affettuose caregiver vedendo...

Sister Act

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Dalle suore ancelle sembra di stare sul set di un film. Loro ci sono ovunque, anche se non le vedi, e se le cerchi le trovi, benché i tuoi occhi non riescano a scorgerle, nella vastità del loro parco di alberi secolari, ombreggiato, ordinato, in cui il canto degli uccelli, il fruscio delle foglie al vento, il frinire delle cicale, la luce, l'ombra, le statue di animali, angeli e putti che sembrano animate anche se immobili, tutto fa pensare a loro, a una presenza nascosta che infonde serenità, protezione, pace e speranza. Spesso nel mezzo della sala, tra gli ospiti all'improvviso si palesa una di loro, intonando una preghiera e camminando tra la gente si lascia alle spalle un pubblico incantato, in estatica contemplazione. Si aggirano spesso anche i preti, ma capisci al volo chi comanda e chi è il padrone di casa e anche se sono gli uomini a dire messa e a sedere in chiesa in prima fila, mentre le suore occupano le retrovie, è chiaro chi ha in mano lo scettro del potere. Le sor...

Giugno

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Giugno sei sfuggito Mese mio preferito Tanto ti ho aspettato Poi sei scappato Già il primo giorno fui travolta La mia vita ebbe una svolta Son cambiata Disperata Frustrata Esasperata Poi pian piano rincuorata Perché dolore  è amore E fa meno male se condiviso Con un sorriso Un viso  Uno sguardo amorevole di affetto supplichevole Una frase scombinata Una strana risata Un urlo disperato Un grido soffocato Tante mani rugose e tese che nei palmi serbano sorprese. Grazie amici inclusivi di avermi accolta in club esclusivi fatti di condivisione Unione Comprensione A volte esagerazione Ma tanta emozione Una grande lezione.

L'unione fa la forza

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Da soli non se ne esce. Da soli non si riesce. Ci sono giorni migliori e giorni peggiori, ma finché si resta isolati non si esce dallo stato di cieca disperazione e abbandono della fase iniziale di ambientamento. Poi passa il timore e alzando il capo si vedono tanti sguardi curiosi, alcuni persi, tanti sorrisi affettuosi e gesti lenti ma dolcissimi. Si scorgono tante persone con storie differenti confluite tutte lì. Penso di essere stata catapultata in una comunità inclusiva come mai ho trovato prima, priva di pregiudizi sulla tua provenienza o stato sociale, sui tuoi abiti o sulla tua età o aspetto. Loro ti accolgono incuriositi ma positivi, entrano nel tuo quotidiano a passo felpato, anzi portano te a cercare di conoscerli e farti conoscere e in questo cammino ho portato per mano mamma. La parola chiave è gentilezza, apre tutte le porte. Sono loro, anime fragili ma con quasi un secolo di esperienza, ad aiutarti a superare dolore e traumi e a condurti in una nuova forma di società e s...

Pensiero rosa

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Quanto poco serve per aprire uno squarcio di luce nella buia caverna della sofferenza e lasciar filtrare un raggio di sole? Ieri sera scorgendo questa sorpresa ovviamente inaspettata, ho sentito di nuovo il battito del cuore e l'emozione salire dallo sterno e colorarmi le gote scaldandomi il viso di circolazione sanguigna che dimenticavo di avere da tempo. Grazie a chi ha sostituito un piccolo grande gesto di sensibilità a mille parole sul conforto e la condivisione di questi momenti e periodi di sofferenza.

Cachi

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Passeggiando nel grande parco all'ombra di alberi secolari, il tempo si ferma in questi caldi pomeriggi, anzi riavvolgiamo il nastro, mamma ed io, tornando indietro a quegli anni in cui lei accompagnava qui la nonna Ines altrettanto insicura dopo la frattura del femore ed ora la storia si ripete. Nell'angolo più scuro dietro al cancello sempre aperto, si incappa anzi si inciampa in qualche frutto caduto a terra e spesso calpestato e schiacciato. Si tratta di piccoli frutti verdi, sembrerebbero mini pomodori insalatari se non fossero durissimi. Nella mia botanica ignoranza ho chiesto lumi a mamma, la quale con sicurezza mi ha risposto che trattasi di cachi. Non le ho creduto, non ho nemmeno alzato lo sguardo per capire se riconoscessi almeno la pianta da cui si erano staccati questi piccoli frutti acerbi, finché il giorno dopo abbiamo incrociato un ospite in carrozzina, spinto da un uomo alto e più giovane di lui. Questi incontri sono frequenti nel grande parco: ci si incrocia e...

DG

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Non è la sigla di un programma televisivo né il marchio di una grande casa di moda. È il nuovo mondo in cui sono stata catapultata in un batter d'occhio e di cui fatico ancora a scrivere, parlare, pensare senza scoppiare in lacrime. Se ne esco indenne è grazie a loro, i diversamente giovani che ormai inondano le mie giornate, a partire da mamma e papà che in un attimo son diventati fragili, vecchi, malati e bisognosi di tutto o quasi, ma soprattutto di affetto. Ma entrare con mamma già scossa, confusa e malata in quella sala rumorosa e con tanti nuovi individui, mi ha sconvolta, spaventata, scioccata. Per nuovi non intendo sconosciuti ma di nuova tipologia. Con il termine individui non vogliono offenderli ma cerco di esprimere quanto mi sembrassero diversi e lontani dalle persone anziane che ero abituata a incontrare per strada o al supermercato. Ero impaurita la prima volta che mi sono trovata in mezzo a loro, oltre che addolorata per la situazione della mia mamma. Riesco a scrive...

A piedi nel parco

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Passeggio senza meta in quest'area verde e tranquilla cercando invano di assorbire serenità dal verde, dal silenzio rotto dal canto degli uccelli e qualche auto o passante. L'ansia di arrivare, caricata già dall'aver sentito telefonicamente papà in lacrime, mi assale e mi sta facendo impazzire. Devo rimanere lucida per mamma e mantenere il controllo per capire in ogni momento il mio stato e se e di quale aiuto avrò bisogno, o forse già necessito. "Non ero pronta" è la frase che rivolgo a chi condivide con me questa pesante quotidianità e ricevo da tutti la stessa risposta:"Non lo è nessuno ma è così e dobbiamo farci forza". Solo ora penso a quanto non abbia capito la situazione di amiche e amici che in passato hanno vissuto un'esperienza simile o peggiore con un loro caro e che ora sono le uniche persone che comprendono a fondo come mi sento. Suonano le campane, devo muovermi.

Mercato del sabato

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Cara mamma, mi portavi quasi ogni sabato fin da bambina al mattino tra le bancarelle, le vie affollate, tenendomi la mano perché non mi perdessi. Hai sempre amato il mercato settimanale, diventando anziana quello del sabato in centro era diventato troppo affollato, così ti facevi portare da papà in quello di un quartiere più tranquillo, il venerdì. Io tutti questi anni li ho persi, ti ho lasciato sola, sottintendendo che una volta cresciuti i miei figli tu non avessi bisogno di me e ti potessi riposare con papà. Invece avevi forse avevate bisogno di me, tu soprattutto ed io non l'ho capito, presa dai miei impegni e dai miei problemi, da me stessa. Stamane, mamma, son tornata al mercato per comprare la biancheria di ricambio da portarti in struttura, sapendo che acquisti anzi acquistavi lì le camicie da notte e le canottiere in filo di Scozia. Ad un tratto mi sono fermata in mezzo alla folla, sentendomi come una bambina che ha perso la mano di mamma e non la trova più. Ora che ho re...

Casa e bimbi

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Proverbio cinese di questo giovedì ...dalla citazione del maestro di Tai Chi Chuan durante la lezione del mercoledì sera. "Una casa senza il parlare di un bimbo è come un giardino senZa fiori" Non esagererei. È facile che lo sostengano i genitori, perché per anni i bambini ci riempiono la vita e ogni attimo di quotidianità. Del resto chi non ha figli ha tanta gioia e amore con cui riempire casa, magari con più serenità, tranquillità, intimità, distrazioni, relax e concentrarsi su se stessi, tutte cose che coi bambini spesso passano in secondo piano. Tornando indietro non saprei vedermi senza figli e mi sentirei amputata senza maternità, perché ormai ci sono dentro da più di vent'anni e per me essere mamma è la mia definizione, con tutti i limiti, gli errori, i sacrifici, gli sbagli commessi. Casa dei miei genitori non è mai stata così allegra da quando cominciarono a frequentarla i miei bambini, elisir d'amore anche per nonni e parenti tutti. Poi arrivano periodi come...

It's all so quiet

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In questa mattina di giornata festiva, di festa importante, e giornata di riposo per molti, vago come sonnambula tra i miei pensieri in giardino, tra i miei gatti. Ho l'impressione che gli animali avvertano l'arrivo delle perturbazioni, almeno quanto me. Le nubi cariche di acqua imminente gravano pesanti sul mio cuore già carico di pensieri oscuri e gatti, uccelli, piante e fiori si fermano in una sorta di attesa immobile, quando il cinguettio sarà sovrastato anzi zittito dallo scroscio della pioggia, le creature che animano il mio giardino e dintorni correranno al riparo e io non le vedrò né sentirò più. L'aria alterna brevi attimi con folate di vento che fan risuonare le fronde degli alberi e agitare le punte degli alti cipressi a momenti di calma piatta e mi sembra dipinta di grigio come il cielo plumbeo. A intervalli sempre più ravvicinati cadono gocce indecise, fino ad ora: tutto tace, è arrivata la pioggia, che spero cada fuori a lavare e dissetare, non dai miei occhi...