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Ottobre 2

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Tu che mi fai venire voglia di cachi, che cerco sempre col ragno come quelli che coglievo dalla pianta della mia nonna, ma sono introvabili. Tu che mi fai cercare il caldo tepore del sole autunnale, prima che cali la fredda e umida sera. Tu che risvegli in me i dolci ricordi delle caldarroste sul fuoco del camino in montagna o al forno, nelle merende domenicali con papà, che ancora sorrideva e non vedeva tutto nero, rendendo ogni piccolo ostacolo insormontabile. Tu che mi tenti con immagini e profumi di spiedi bresciani, che non compaiono nella lista degli alimenti consentiti nella mia rigida dieta detox. Tu che fai dimenticare la fine dell'estate e l'arrivo del buio inverno con l'esplosione di colori del foliage che invade strade cittadine come boschi in collina e tra i monti e prati di campagna. Tu che con la tua fresca aria mattutina spazi via ogni ricordo malinconico del caro e tenue settembre, facendo maturare frutti autunnali e fiorire ovunque zucche più o meno vere t...

Marpioni da RSA

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Sono l'equivalente dei papà coi bimbi al parco e dei mariti a spasso col cagnolino, con la differenza anagrafica del destinatario delle attenzioni, che nelle RSA, essendo caregiver, si colloca in una fascia molto matura... Son simpatici e spesso buffi, strappano sorrisi sinceri e infondono buonumore. I piu romanti lasciano rose rosse (probabilmente colte o strappate dalle aiuole delle suore) e bigliettini (sul retro delle comunicazioni delle vaccinazioni) sotto i tergicristalli. Da veri trasformisti, passano dalla consultazione disattenta del cellulare, seduti accanto alla povera mamma in carrozzina, allo scatto da centometristi nel parco, nonnetta a braccio, quando improvvisamente decidono che sia ora di fare un po' di movimento e diventano coscienti del fatto che camminare, oltre che riabilitazione, è pratica sana e salutare a tutte le età. Nel verde poi, si respira aria fresca e la luce naturale cura gli animi e ripara le ferite. Tutto questo è indubbiamente corretto e casua...

Floral outfit

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C'è chi si veste in un certo modo e con uno stile particolare per piacersi, chi perché lo ritiene consono ad età e fisico o alla situazione e al luogo, soprattutto se come me al lavoro ci sono delle regole precise sull'outfit. Alcune, donne soprattutto, si vestono per piacere o per assecondare i gusti della persona amata, del compagno, del marito. Fuori dal lavoro io non mi piaccio, ma manco al lavoro a dir la verità, e non ho nessuno che mi indichi o consigli come potrei stare meglio vestita. Gli unici che hanno provato a suggerirmi un determinato stile da seguire nell'abbigliamento e un altro (quello che indossavo) da evitare, hanno sortito l'effetto opposto o quasi, convincendomi che non ci si veste secondo i gusti di altri ma nel possibile per stare a proprio agio e/o comodi.  In fondo mi è stato utile, perché ho capito quanto fossi a disagio con vestiti che non ritenevo adatti alla mia età e al mio modo di essere, quando ancora avevo il fisico per indossarli. In ge...

Settembre 2

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Settembre, sei tu settembre, quello dai toni più tenui dell’estate. La luce soffusa di rosei tramonti e pallide mattine. L’aria frizzante all’alba e di sera, scaldata dal sole nelle ore centrali del giorno. Le foglie degli alberi indecise se ingiallire e resistere al vento stando appese ai rami o cadere inermi a terra. Proprio questo pomeriggio i miei nonnetti erano intenti a colorare foglie e ricci che l’educatrice ritagliava per appendere alle pareti in attesa dell’esplosione dell’autunno. Nel parco si cerca il sole, non lo si rifugge più in preda al torrido caldo estivo, durante il quale si apprezzava l’ombra dei pini secolari, ma anzi si anela il tempore clemente degli ultimi raggi al tramonto, prima di rientrare nella casa dei nonni per la cena. Al mattino, uscendo in giardino in canotta, mi coglie di sorpresa l’aria fresca e mi risveglia energicamente. Al rientro a casa dopo le mie intense giornate, amo osservare le stanze nella penombra e mi scalda il cuore pensare all’imminente...

Ritorno a Tai

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Sì, nonostante gli impegni non mondani e lo stato catalettico con trascinamento degli arti in cui mi riduco ogni sera, la rotula sinistra ancora più vagante dopo un volo di ieri davanti a mio figlio, ho deciso di provarci, ascoltare non la vocina dentro, ma le vocine fuori delle persone che mi sono vicine e mi incoraggiano a...tirarmi fuori, uscire dal guscio che sta diventando poco a poco una fossa, per non definirlo bara, sarebbe prematuro. Quindi eccomi in anticipo già ad aspettare l'inizio della lezione al parcheggio: quasi mi addormento in auto. Ora scendo e trascino le mie stanche membra su per le scale, augurandomi di non cascare o che non mi si sviti la rotula e rotuli rovinosamente.

cena di classe

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Una persona proprio oggi mi ha fatto notare la differenza tra le amicizie strette in età adulta e quelle sbocciate in giovane età. Indubbiamente non posso non sentirmi legata a chi conosco da mezzo secolo, con cui son cresciuta e ho badato al fatto che ho perso alcune amicizie dell'età adulta ma ho mantenuto anzi ritrovato certi compagni di infanzia e giovinezza dopo decenni, e non pochi. È questa l'impressione che abbiamo avuto in molti ritrovandoci per una cena, chi dopo trentacinque anni senza mai sentirsi, qualcuno che ha continuato a frequentarsi. Sembravamo un'isola (chiassosa) al centro del mare di sconosciuti nel dehor del locale: distanze annullate, legami ferrei, saldi anzi saldati come catene di acciaio dagli anelli spessi e pesanti. Forte dei ricordi degli anni sereni, per fortuna, della crescita che abbiamo condiviso, ho completamente dimenticato il presente con le preoccupazioni e ansie che si porta dietro, il carico che trasporto ogni giorno sulle spalle sta...

Cambio di stagione

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Della vita, non dell'anno. SenZa dubbio è l'ultima delle mie attuali preoccupazioni, ma negli anni recenti il cambio stagione non lo faccio più ai primi freddi e ai primi tepori, ma periodicamente, con l'aumento di taglia. Infastidita da ogni costrizione attorno al fu giro vita e alla nuova sensazione di sfregamento di interno cosce, mi vedo dunque costretta ad acquistare calzoni informi e indossarli sotto polo e magliette, con un effetto mongolfiera aberrante. Poi ognuna si vede come crede, ma se nella parte superiore del busto io fossi stata dotata già in gioventù di qualche vaga forma femminile, magari chi lo sa, aumentando una taglia anche di quella mi sarei vista curvy e mi sarei accettata. Così è deprimente. Provo abiti e stringono, i colori mi ingigantiscono, le fantasie mi arrotondano ulteriormente, sembra che vadano di moda solo le righe orizzontali che mi stirano dal verso sbagliato e i fiori che mi rendono un'anfora da giardino. Stamane è stata una vera soffe...

Agosto

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Agosto, per me vieni dopo Ferragosto. Prima non ti ho mai vissuto appieno, vuoi per la stanchezza dopo tanti mesi senza ferie, gli ultimi giorni di lavoro, la disperazione coi bambini al caldo e i centri estivi in chiusura, la preparazione dei bagagli per le vacanze (quando ancora le facevo) di corsa, le notti torride e le giornate afose scandite dal canto delle cicale instancabili e coi gatti stanchi e più pigri del solito, stesi sul pavimento o all'ombra della casa in giardino, negli angoli in cui è percepibile un debole venticello. Poi dopo Ferragosto, mai così presto come quest'anno in cui non ho nemmeno un giorno di riposo e il caldo è stato davvero insopportabile, arriva un mattino in cui sento soffiare una piacevole arietta. Stamane ho avuto questa impressione, confermata da mamma che al mio arrivo aveva già ascoltato alla TV le previsioni del tempo che annunciavano un abbassamento delle temperature proprio da oggi. Dopo pranzo mi sono seduta in giardino in attesa che la...

Bye bye Bunny

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Da quando sei nato, anzi già nella mia pancia, non sei mai stato gracile, esile né minuto: sempre fuori misura, un gigante tra i bimbi, che sfruttava la sua imponenza fisica per supportare doti di diplomazia e intermediazione tra parti in contrasto. Ma anche ora che sei maggiorenne, imponente montagna d'uomo, io ti chiamo coniglietto e per me quello rimani. Complice forse il periodo intenso di preoccupazioni e attività coi tuoi nonni, che mi ha travolta come un frontale con un treno in corsa, inaspettatamente non mi sento ansiosa né preoccupata per la tua imminente partenza alla volta di una meta distante diecimila chilometri, per un anno lontano da me. Certamente mi mancherai, magari andrò in crisi già quando sarai in viaggio e nemmeno giunto a destinazione, chissà. Ma a chi mi dice che la mamma è quella che più soffre della distanza dei figli, potrei rispondere che, per quanto mi riguarda, la mamma è quella che più soffre in generale, per tutto, da quando li mette al mondo. Poi n...

Ciclici cedimenti

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Era da un po' che non piangevo e non venivo assalita all'improvviso da attacchi di ansia. Stavo trovando un equilibrio, per quanto instabile, nella quotidiana sofferenza, ma sapevo di essere stanca e stressata, sottoposta al ritmo incalzante delle attività impegnative senza un momento di respiro ed era prevedibile che sarei crollata. In queste condizioni di fragilità emotiva ad alto contenuto di stress la miccia si accorcia ogni giorno che passa e non servono grandi quantità di accelerante, piuttosto una debole fonte di innesco a farmi esplodere dopo tante giornate superate con coraggio e resilienza. Quando scoppio ultimamente non mi arrabbio, forse richiede troppa energia e non ho più scorte. Invece mi ripiego su me stessa, mi rabbuio, l'ansia sale fino a riempire la testa che duole e offusca i pensieri, quelli logici e razionali, a favore delle paure e del buio pessimismo. Alimentato dalla pressione sul petto, il dolore infine trabocca in un debole rivolo di lacrime silen...

A chi non parla

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Agli introversi o presunti tali. Ai duri di poche parole per cui contano i fatti. A chi ha un cuore tenero sotto una spessa corteccia. A chi scrive parole che non pronuncia a voce e a chi nemmeno le scrive. A tutti coloro che per un motivo o per l'altro non esprimono a voce quello che provano (se lo provano). I sentimenti, che siano piccoli o grandi (non servono dichiarazioni di amore eterno ma anche semplici manifestazioni di quell'enorme dote che è la gentilezza), andrebbero secondo me espressi anche a voce, in uno dei mille modi in cui si può donare un variopinto fiore di amicizia, affetto, amore in ogni sua forma, ad una persona. In passato anche io ho peccato di aridità espressiva, con scuse più o meno plausibili, incolpando chi mi ha educata o chi mi ha fatta soffrire. Ho cominciato a manifestare i primi cedimenti strutturali nel momento in cui la vita mi ha messo davanti la sofferenza dei miei genitori, la loro fragilità in tutta la sua potenza. In quel momento il mio mu...

Primo addio. Preparazione.

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Sono entrata in una nuova dimensione, nella quotidianità sono entrate la vita e la morte. La mattina nel parco passeggia una bambina graziosa e la sera saluto E. che ci sta lasciando. Penso sia stato uno dei primi incontri nella casa dei nonni, a spasso con la sua carrozzina e la mano perennemente tesa chiedendo un passaggio, un aiuto o semplicemente dove fosse M., la figlia. Nella casa dei nonni è tutto diverso da come ero abituata io. La sofferenza e la morte fanno parte del quotidiano. Aleggiano ovunque ma non pesano, almeno apparentemente: svolazzano, in uno stato di cosciente semi-incoscienza. Si riesce a sorridere, a volte ridere e godere di piccole grandi gioie, tra un pianto, un urlo, un battibecco. Ma si affronta tutto assieme. Loro con una maturità che solo l'età può dare e magari un po' di perdita di lucidità forse in questi casi aiuta. Mi colpì una frase che mi disse una suora a messa, quando le spiegai di aver scoperto la parentela tra mia mamma e don O.:"Dopo...

Luglio

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Quasi mi scappavi...senZa quasi accorgermi sei già finito...mese caldissimo, fatto di giornate scandite da azioni, persone, tempi e orari tutti uguali. Dopo un mese di giugno traumatico, a luglio il mio battito si è stabilizzato. Mi sto adeguando, forse abituando a questa mia nuova vita, a queste mie nuove amicizie mature ed esperienze così diverse dal passato, che mi donano un nuovo sguardo sul mondo, sull'umanità e ciò che mi circonda. E a proposito di ciò che mi circonda, la flora del magico parco, fiorita anche a luglio di molteplici colori e forme, mi sostiene, rilassa e coccola, sempre accanto a mamma a cui ripeto quotidianamente che insieme ce la facciamo, ce la stiamo facendo ad affrontare tutto. Grazie luglio del tuo caldo (a volte troppo) abbraccio fiorito.

L'appuntamento

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Ormai è un appuntamento fisso e non solo con mamma, ma con tutti loro e a dir la verità sono gli altri ospiti a sostenermi psicologicamente, farmi coraggio e darmi forza quando mamma non è al top. E lei è così generosa e altruista con le sue nuove amiche di cui coglie dinamiche, fragilità ma meccanismi mentali non immediati, attraverso i quali riesce a entrare in contatto con loro, trovando la chiave da girare nella serratura per varcare la soglia della loro mente e del loro cuore. Ci sono tante situazioni, persone diverse con problemi diversi, ma sensibilità, generosità e qualità amplificate, immense, ognuna tanto particolare, che renderebbero banali tanti individui comunemente definiti normali. Hanno vissuto, amato, sperimentato più di me, ma molto di loro non riescono a esprimerlo se non, quelli che ancora ne sono in grado, con quegli occhi grigi che si accendono di gioia per piccole attenzioni e quei sorrisi che sbocciano come fiori nel deserto e ti incantano, con piccoli grandi ge...

Sapientino e sapientoni

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Tanto amavo quel gioco ai tempi innovativo e moderno, precursore della rivoluzione tecnologica imminente, quanto malsopporto le persone che credono di avere le risposte a tutte le domande, dalle più banali ai grandi quesiti di misteri ancora irrisolti. Forse la mia è gelosia o sana invidia per chi è sicuro di sé e sereno, quando io sono da sempre schiacciata dai sensi di colpa, le insicurezze, le piccole e grandi ansie del vivere quotidiano, i dubbi universali, le domande filosofiche, i contorcimenti mentali nel caos della mia testa confusa, che portano al nulla cosmico. Io le persone le rispetto per la loro unicità, ma auspicherei che i detentori di queste splendide e invidiabili appunto qualità di elevata autostima e sicurezza in sé e nelle proprie idee e capacità risparmiassero il prossimo, magari non tutti ma almeno me, ed evitassero di offrire soluzioni e impartire lezioni a chi non imparerebbe anzi ne verrebbe turbato, nella migliore delle ipotesi. Ma non siamo tutti uguali e il ...

Il-logiche alchimie

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Già all'arrivo si preannunciava un pomeriggio vivace. Domenica d'estate, senza educatori e con pochi parenti, i diversamente giovani nel pieno della loro libertà espressiva, non trattenuti da vincoli famigliari né educativi, si esprimevano in libertà. Mentre tentavo di fare conversazione con mamma continuamente interrotta dalla G. che mi stringeva la mano e mi chiedeva di portarla a casa da mamma e papà e dalla M. che fatica a parlare ma mi ripeteva chiaramente di lasciarla perdere (consiglio che io né mamma intendevamo seguire perché ci siamo affezionate alla G. ed è impossibile resistere al suo continuo chiedere), fui distratta da una curiosa conversazione. Potrei definirla uno scambio di logiche follie, un binomio sconnesso, un dialogo fondato su botta e risposta a domande diverse, una perfetta sintonia nel caos, un'ordinata entropia. Lungi dal prendermi gioco di patologie neurologiche e geriatriche di cui non conosco appieno i dettagli ma rispetto profondamente chiunque...

Jealous guy

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Ascoltando questa canzone in radio mentre guidavo via da mamma, ieri mi è venuto in mente il mio incontro scontro con un ospite, qualche giorno fa. Infastidito dalla mia voce che gli impediva di ascoltare in TV un episodio di Mr Bean...mi ha severamente ripresa un paio di volte. Nonostante tentassi di abbassare il tono di voce (a discapito di mamma e delle altre nonnette mediamente sorde che non mi sentivano più e mi chiedevano di ripetere di continuo), ad un tratto mi raggiunse ad andatura sostenuta sulla sua carrozzina e puntandomi l'indice mi chiese cosa ci facessi lì. Non si accontentò come risposta del mio legame stretto di parentela con un'ospite: si rivolse all'educatrice riferendole di aver parlato con un medico che sosteneva che io non potessi stare in quel luogo. Si rivelarono inutili gli sforzi della povera e dolce Emma per convincerlo che fosse regolare orario di visita, toccante il tentativo di tranquillizzarmi che fecero subito due affettuose caregiver vedendo...

Sister Act

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Dalle suore ancelle sembra di stare sul set di un film. Loro ci sono ovunque, anche se non le vedi, e se le cerchi le trovi, benché i tuoi occhi non riescano a scorgerle, nella vastità del loro parco di alberi secolari, ombreggiato, ordinato, in cui il canto degli uccelli, il fruscio delle foglie al vento, il frinire delle cicale, la luce, l'ombra, le statue di animali, angeli e putti che sembrano animate anche se immobili, tutto fa pensare a loro, a una presenza nascosta che infonde serenità, protezione, pace e speranza. Spesso nel mezzo della sala, tra gli ospiti all'improvviso si palesa una di loro, intonando una preghiera e camminando tra la gente si lascia alle spalle un pubblico incantato, in estatica contemplazione. Si aggirano spesso anche i preti, ma capisci al volo chi comanda e chi è il padrone di casa e anche se sono gli uomini a dire messa e a sedere in chiesa in prima fila, mentre le suore occupano le retrovie, è chiaro chi ha in mano lo scettro del potere. Le sor...

Giugno

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Giugno sei sfuggito Mese mio preferito Tanto ti ho aspettato Poi sei scappato Già il primo giorno fui travolta La mia vita ebbe una svolta Son cambiata Disperata Frustrata Esasperata Poi pian piano rincuorata Perché dolore  è amore E fa meno male se condiviso Con un sorriso Un viso  Uno sguardo amorevole di affetto supplichevole Una frase scombinata Una strana risata Un urlo disperato Un grido soffocato Tante mani rugose e tese che nei palmi serbano sorprese. Grazie amici inclusivi di avermi accolta in club esclusivi fatti di condivisione Unione Comprensione A volte esagerazione Ma tanta emozione Una grande lezione.

L'unione fa la forza

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Da soli non se ne esce. Da soli non si riesce. Ci sono giorni migliori e giorni peggiori, ma finché si resta isolati non si esce dallo stato di cieca disperazione e abbandono della fase iniziale di ambientamento. Poi passa il timore e alzando il capo si vedono tanti sguardi curiosi, alcuni persi, tanti sorrisi affettuosi e gesti lenti ma dolcissimi. Si scorgono tante persone con storie differenti confluite tutte lì. Penso di essere stata catapultata in una comunità inclusiva come mai ho trovato prima, priva di pregiudizi sulla tua provenienza o stato sociale, sui tuoi abiti o sulla tua età o aspetto. Loro ti accolgono incuriositi ma positivi, entrano nel tuo quotidiano a passo felpato, anzi portano te a cercare di conoscerli e farti conoscere e in questo cammino ho portato per mano mamma. La parola chiave è gentilezza, apre tutte le porte. Sono loro, anime fragili ma con quasi un secolo di esperienza, ad aiutarti a superare dolore e traumi e a condurti in una nuova forma di società e s...