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L'unione fa la forza

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Da soli non se ne esce. Da soli non si riesce. Ci sono giorni migliori e giorni peggiori, ma finché si resta isolati non si esce dallo stato di cieca disperazione e abbandono della fase iniziale di ambientamento. Poi passa il timore e alzando il capo si vedono tanti sguardi curiosi, alcuni persi, tanti sorrisi affettuosi e gesti lenti ma dolcissimi. Si scorgono tante persone con storie differenti confluite tutte lì. Penso di essere stata catapultata in una comunità inclusiva come mai ho trovato prima, priva di pregiudizi sulla tua provenienza o stato sociale, sui tuoi abiti o sulla tua età o aspetto. Loro ti accolgono incuriositi ma positivi, entrano nel tuo quotidiano a passo felpato, anzi portano te a cercare di conoscerli e farti conoscere e in questo cammino ho portato per mano mamma. La parola chiave è gentilezza, apre tutte le porte. Sono loro, anime fragili ma con quasi un secolo di esperienza, ad aiutarti a superare dolore e traumi e a condurti in una nuova forma di società e s...

Pensiero rosa

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Quanto poco serve per aprire uno squarcio di luce nella buia caverna della sofferenza e lasciar filtrare un raggio di sole? Ieri sera scorgendo questa sorpresa ovviamente inaspettata, ho sentito di nuovo il battito del cuore e l'emozione salire dallo sterno e colorarmi le gote scaldandomi il viso di circolazione sanguigna che dimenticavo di avere da tempo. Grazie a chi ha sostituito un piccolo grande gesto di sensibilità a mille parole sul conforto e la condivisione di questi momenti e periodi di sofferenza.

Cachi

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Passeggiando nel grande parco all'ombra di alberi secolari, il tempo si ferma in questi caldi pomeriggi, anzi riavvolgiamo il nastro, mamma ed io, tornando indietro a quegli anni in cui lei accompagnava qui la nonna Ines altrettanto insicura dopo la frattura del femore ed ora la storia si ripete. Nell'angolo più scuro dietro al cancello sempre aperto, si incappa anzi si inciampa in qualche frutto caduto a terra e spesso calpestato e schiacciato. Si tratta di piccoli frutti verdi, sembrerebbero mini pomodori insalatari se non fossero durissimi. Nella mia botanica ignoranza ho chiesto lumi a mamma, la quale con sicurezza mi ha risposto che trattasi di cachi. Non le ho creduto, non ho nemmeno alzato lo sguardo per capire se riconoscessi almeno la pianta da cui si erano staccati questi piccoli frutti acerbi, finché il giorno dopo abbiamo incrociato un ospite in carrozzina, spinto da un uomo alto e più giovane di lui. Questi incontri sono frequenti nel grande parco: ci si incrocia e...

DG

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Non è la sigla di un programma televisivo né il marchio di una grande casa di moda. È il nuovo mondo in cui sono stata catapultata in un batter d'occhio e di cui fatico ancora a scrivere, parlare, pensare senza scoppiare in lacrime. Se ne esco indenne è grazie a loro, i diversamente giovani che ormai inondano le mie giornate, a partire da mamma e papà che in un attimo son diventati fragili, vecchi, malati e bisognosi di tutto o quasi, ma soprattutto di affetto. Ma entrare con mamma già scossa, confusa e malata in quella sala rumorosa e con tanti nuovi individui, mi ha sconvolta, spaventata, scioccata. Per nuovi non intendo sconosciuti ma di nuova tipologia. Con il termine individui non vogliono offenderli ma cerco di esprimere quanto mi sembrassero diversi e lontani dalle persone anziane che ero abituata a incontrare per strada o al supermercato. Ero impaurita la prima volta che mi sono trovata in mezzo a loro, oltre che addolorata per la situazione della mia mamma. Riesco a scrive...

A piedi nel parco

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Passeggio senza meta in quest'area verde e tranquilla cercando invano di assorbire serenità dal verde, dal silenzio rotto dal canto degli uccelli e qualche auto o passante. L'ansia di arrivare, caricata già dall'aver sentito telefonicamente papà in lacrime, mi assale e mi sta facendo impazzire. Devo rimanere lucida per mamma e mantenere il controllo per capire in ogni momento il mio stato e se e di quale aiuto avrò bisogno, o forse già necessito. "Non ero pronta" è la frase che rivolgo a chi condivide con me questa pesante quotidianità e ricevo da tutti la stessa risposta:"Non lo è nessuno ma è così e dobbiamo farci forza". Solo ora penso a quanto non abbia capito la situazione di amiche e amici che in passato hanno vissuto un'esperienza simile o peggiore con un loro caro e che ora sono le uniche persone che comprendono a fondo come mi sento. Suonano le campane, devo muovermi.

Mercato del sabato

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Cara mamma, mi portavi quasi ogni sabato fin da bambina al mattino tra le bancarelle, le vie affollate, tenendomi la mano perché non mi perdessi. Hai sempre amato il mercato settimanale, diventando anziana quello del sabato in centro era diventato troppo affollato, così ti facevi portare da papà in quello di un quartiere più tranquillo, il venerdì. Io tutti questi anni li ho persi, ti ho lasciato sola, sottintendendo che una volta cresciuti i miei figli tu non avessi bisogno di me e ti potessi riposare con papà. Invece avevi forse avevate bisogno di me, tu soprattutto ed io non l'ho capito, presa dai miei impegni e dai miei problemi, da me stessa. Stamane, mamma, son tornata al mercato per comprare la biancheria di ricambio da portarti in struttura, sapendo che acquisti anzi acquistavi lì le camicie da notte e le canottiere in filo di Scozia. Ad un tratto mi sono fermata in mezzo alla folla, sentendomi come una bambina che ha perso la mano di mamma e non la trova più. Ora che ho re...

Casa e bimbi

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Proverbio cinese di questo giovedì ...dalla citazione del maestro di Tai Chi Chuan durante la lezione del mercoledì sera. "Una casa senza il parlare di un bimbo è come un giardino senZa fiori" Non esagererei. È facile che lo sostengano i genitori, perché per anni i bambini ci riempiono la vita e ogni attimo di quotidianità. Del resto chi non ha figli ha tanta gioia e amore con cui riempire casa, magari con più serenità, tranquillità, intimità, distrazioni, relax e concentrarsi su se stessi, tutte cose che coi bambini spesso passano in secondo piano. Tornando indietro non saprei vedermi senza figli e mi sentirei amputata senza maternità, perché ormai ci sono dentro da più di vent'anni e per me essere mamma è la mia definizione, con tutti i limiti, gli errori, i sacrifici, gli sbagli commessi. Casa dei miei genitori non è mai stata così allegra da quando cominciarono a frequentarla i miei bambini, elisir d'amore anche per nonni e parenti tutti. Poi arrivano periodi come...

It's all so quiet

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In questa mattina di giornata festiva, di festa importante, e giornata di riposo per molti, vago come sonnambula tra i miei pensieri in giardino, tra i miei gatti. Ho l'impressione che gli animali avvertano l'arrivo delle perturbazioni, almeno quanto me. Le nubi cariche di acqua imminente gravano pesanti sul mio cuore già carico di pensieri oscuri e gatti, uccelli, piante e fiori si fermano in una sorta di attesa immobile, quando il cinguettio sarà sovrastato anzi zittito dallo scroscio della pioggia, le creature che animano il mio giardino e dintorni correranno al riparo e io non le vedrò né sentirò più. L'aria alterna brevi attimi con folate di vento che fan risuonare le fronde degli alberi e agitare le punte degli alti cipressi a momenti di calma piatta e mi sembra dipinta di grigio come il cielo plumbeo. A intervalli sempre più ravvicinati cadono gocce indecise, fino ad ora: tutto tace, è arrivata la pioggia, che spero cada fuori a lavare e dissetare, non dai miei occhi...

Maggio

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Già a fine aprile ero carichissima per maggio: mi ero preparata un book fotografico con le rose della vicina che, grazie all'esposizione a sud del suo giardino, volgono le loro testoline rosa verso di me, proprio di fronte alla mia camera, a coronare il mio intimo TRIangolo verde. Ammiravo l'incontenibile fioritura delle siepi di gelsomino, dal profumo intenso e i rami disordinati. Volgeva al termine la stagione dei bagni freddi nel Benaco, affrontavo la quotidianità con una certa leggerezza, nonostante gli impegni famigliari e lavorativi. Poi tutto si ruppe il primo maggio e un minuto dopo aver innocentemente suonato al citofono di casa dei miei genitori, mi trovai catapultata in una nuova fase della mia vita. Sono arrivata ora a scrivere il post di un maggio che ho dedicato alla mia mamma e mi ha resa più cosciente, più consapevole della gravità di certe situazioni, del valore delle persone e della sincerità di chi ti rimane vicino o ti si avvicina in questi momenti, a differ...

Il maestro apre la porta

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Proverbio cinese di questo giovedì ...dalla citazione del maestro di Tai Chi Chuan durante la lezione del mercoledì sera. "Il maestro apre la porta ma poi devi entrare da solo." Probabilmente non ho ascoltato con attenzione le indicazioni del maestro o dormivo durante le lezioni di teoria, perché nella pratica la porta l'ho presa in faccia e più di una volta. O forse non mi è stata aperta...fatto sta che da sola il cammino mi risulta ultimamente assai arduo e il sentiero impervio verso la soluzione dei problemi che mi assillano e mi hanno travolta come un tir seguito da una schiacciasassi. Mi sento una sogliola, senZa offesa per le sogliole: sono cotta e bollita, fusa, incapace di astrarre semplici concetti, ragionare in modo sereno e usare un po' di logica. L'ansia mi ha ormai sotterrata e la notte diventa panico. Ma ne uscirò. Forse, o meglio, di sicuro: spero bene.

L'arco e la freccia

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Proverbio cinese di questo giovedì ...dalla citazione del maestro di Tai Chi Chuan durante la lezione del mercoledì sera. "Quando una freccia è incoccata sull'arco, prima o poi bisogna scoccarla" Come sarebbe stata la mia vita se non avessi avuto questo carattere perennemente indeciso, vacillante, ansioso, timoroso dei cambiamenti e di prendere decisioni semplici che non fossero riconducibili a numeri e tabelle e quindi fuori dall'ambito lavorativo? Quanti problemi in meno avrei avuto se avessi saputo decidere, scegliere, cambiare, rifiutare, accettare al posto di rimanere nascosta nel dubbio e nella paura? Forse è arrivato il momento: la vita mi sta finalmente mettendo davanti a delle scelte e non posso più voltarmi dall'altra parte con la scusa che in un modo o nell'altro posso continuare senza decidermi. Ma mi manca il coraggio e mi avvinghiano vortici di pensieri confusi e aggrovigliati, che alla fine mi stringono in una morsa da cui non riesco a liberarmi...

Nella tempesta

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Proverbio cinese di questo giovedì ...dalla citazione del maestro di Tai Chi Chuan durante la lezione del mercoledì sera. "La medesima acqua può affondare o sostenere una nave" È esattamente come mi sento io in questo periodo:  spinta dagli eventi che mi circondano, come una nave nel mare burrascoso in preda a una tempesta, sbattuta qua e là dalle onde, che se non entrano però mi sostengono, purché riesca a non farmi ribaltare. Resisto e non solo galleggio, ma dapprima navigo a vista, poi pian piano prendo agio e avanzo con una certa scioltezza, alla fine sostenuta da quegli eventi che, giunti all'improvviso, mi hanno colta di sorpresa. Sembrava volessero annegarmi, annullarmi, ma non mi sono fatta sopraffare. Ho tenuto fuori la testa sbattendo forte le gambe e agitando le braccia e ho ricominciato a nuotare, inizialmente a fatica, di sicuro non scioltamente, ma da goffa a confidente, ho imparato a cavarmela anche in questa nuova situazione di difficoltà, che ho voltato a...

Il segreto

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Proverbio cinese di giovedì scorso che mi ero persa ...dalla citazione del maestro di Tai Chi Chuan durante la lezione del mercoledì sera. "Il segreto per vivere a lungo è mangiare la metà, camminare il doppio, ridere il triplo e amare senza misura." Che in abbinamento alla dieta del digiuno intermittente garantirebbe anche dimagrimento e splendida forma fisica... Diciamo che non sarebbe nemmeno tanto difficile SENZA un lavoro a tempo pieno tra famiglia, azienda, genitori e figli, case e animali vari e CON la salute e una relazione coniugale perfetta come requisiti minimi...la longevità sarebbe garantita. Constatando la difficile realizzabilità di tutte queste condizioni simultaneamente, astraggo i miei pensieri e riaffiorano nella mia memoria le scene divertenti de :"La mia famiglia e altri animali" di Durrell che lessi al liceo e mi piacque un sacco... Intanto mi delizio col regalo dei miei cuccioli per la festa della mamma.

Festa della mamma

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Festeggiata dai miei figli, festeggiata la mia mamma, trascorso tempo con papà per supplire all'assenza di mamma e imparare a cavarcela da soli, uniti e forti, in un legame che coi miei genitori forse ho cominciato a sperimentare da quando hanno avuto bisogno di me, finalmente. A volte servono le situazioni dolorose per cambiare, crescere e unire. Avrei voluto accanto te, zia Lidia, a darmi consigli e assistere mamma. Ma non ci sei più, prima per i tuoi figli, poi per noi. Mamma ed io dobbiamo imparare a cavarcela da sole quando ci cacciamo nei guai. Il giorno della festa della mamma io non posso non pensare a te zia, che sei stata vicina a me quando sono diventata mamma, in modo così improvviso e traumatico, e sei stata il lato dolce della maternità che forse mancava un po' a tua sorella e che è arrivato ora che tocca a me prendermi cura di lei. #manchi Zia Lidia #mamma e papà insieme #amore è forza #nonsonosola

Camera con vista

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Perché anche da una stanza di ospedale si può ammirare uno splendido tramonto con vista castello. Quando ho alzato le tapparelle per contemplarlo, è stato emozionante suscitare gioia e sorrisi sui volti delle due nonnette malate immobilizzate nei loro letti. E noi figlie ci siamo scambiate sguardi affettuosi, felici di condividere con le nostre madri, anche reciproche, questi momenti che ci hanno unite, tutte e e quattro, forse per sempre, forse anche se non ci vedremo più. Ma ricorderemo sempre Elide, "la mia amica", definizione che forse non ho mai sentito dare a nessuna da mia madre, e la sua famiglia. Perché la sofferenza unisce, le figlie diventano mamme, le mamme diventano figlie. I padri, uomini duri, pilastri della nostra infanzia e giovinezza, cui appoggiarsi per trovare rifugio sicuro e supporto, sono diventati teneri e fragili nonnini. Ci siamo sentiti circondati da persone con cuore e professionalità che umanamente e con limiti umani si prendono cura di noi e dell...

Via Musei

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Tra una tappa e l'atra del mio itinerare tra casa, anzi case e ospedale, stamane mi sono presa una pausa alla ricerca di un luogo di pace dove magari riuscire ad accendere una candela e perché no recitare una semplice preghiera. Mi sono scontrata letteralmente in via Musei, con la magnificenza della grande immensa Brescia, che sa offrire scorci di meraviglie note ma ogni volta emozionanti e inaspettate, immense pietre  miliari di storia e arte. Santa Giulia, palazzo Martinengo, il Capitolium che riesce a sconvolgermi da mezzo secolo, palazzi nobiliari, giardini eleganti e tanto altro: ogni dieci passi compare un gioiello. Oggi la via era animata da visite guidate ed io ne ho seguita una assai interessante offerta dai volontari del Touring Club Italiano, in compagnia dei frati saveriani, nel convento accanto alla chiesa del Santissimo Corpo di Cristo e un'altra in Santa Maria della Carità, gemellata col mistico santuario di Loreto. Ogni volta scopro nuove meraviglie. Oggi le mie...

Luna dei Fiori

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Solo la Luna dei Fiori può giustificare il turbinio di eventi di questo primo maggio. Alzarsi al mattino con una sensazione strana, una sorta di quiete prima della tempesta che non ero in grado di focalizzare. Inseguire l'auto di una sposa con le lacrime agli occhi ed emozionarsi fotografandola. Pulire dopo tanto tempo il meraviglioso quanto impegnativo vetrocemento originale anni 60 che ho voluto mantenere in casa, fonte di luce e colore. Riposare al caldo sole ascoltando gli acchiappasogni tintinnare al fresco vento primaverile. Suonare a mamma il campanello e attendere lunghissimi secondi una risposta. Caduta, ambulanza, pronto soccorso, persone generose e bisognose di gentilezza. Ritornando a casa in auto, questa enorme luna piena che sembra sovrastare la strada e la città mi acceca. Scopro essere la Luna dei Fiori. Non poteva essere che lei.

Gatto nero al buio

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Proverbio cinese di questo giovedì ...dalla citazione del maestro di Tai Chi Chuan durante la lezione del mercoledì sera. "È difficile trovare un gatto nero in una stanza buia, soprattutto se non c'è" Io nel mio gatto nero la sera, nella penombra, inciampo regolarmente. Non si capisce perché spesso per descrivere situazioni negative, come quella dell'aforisma, di cercare invano spiegazioni a problemi inesistenti o inspiegabili, si debba tirare in ballo il già abbastanza vessato gatto nero. Non bastasse che secondo ancestrali e infondate superstizioni questo magnifico esemplare di pantera in miniatura porti sfortuna. Il mio Jack, soprannominato JackOne (pronuncia italiana, si legge come si scrive) per la mole possente da solido felino, ben piantato con le zampe per terra, è orgoglioso di essere il gatto di una strega e se ha un carattere velatamente scorbutico, forse è perché risente delle ingiuste dicerie popolari. O forse perché viene spesso disturbato durante il suo...

Il mio giardino segreto

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La sera quando gli altri dormono già, la mattina quando dormono ancora, quando la gente è chiusa in casa, io mi aggiro negli angoli magici del mio giardino come una bambina curiosa e ammiro le nuove fioriture, i miei gatti che come me saltellano e vagano apparentemente senza direzione o scopo alcuno. È magia, Bellezza, tra un passo e l'altro raccolgo petali di serenità, annuso profumi di sogni, ascolto misteriosi cinguettii che provengono dalle fronde degli alberi, in cui non scorgo gli uccellini che li emettono. Amo osservare i cambiamenti che mi circondano, dei fiori e le piante di cui mi prendo cura o che spontaneamente fioriscono e sbocciano donandomi la loro bellezza. Sono felice in questi momenti di serena solitudine, con la sola compagnia dei miei gatti e degli uccelli. Ora salgo e mi preparo per farmi avvolgere da un sonno profondo, certa che domattina all'alba mi sveglierà il cuculo col suo canto, arrivato ad annunciarmi l'esplosione della primavera in tutto il suo...

Papaveri e papere

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Sembra che mi ripeta, ma quando osservo i papaveri, capisco la potenza di un fiore che cresce spontaneo nei campi ai margini delle strade, con un colore tanto brillante che, dopo i gialli i rosa e glicine dei primi fiori di primavera, rafforzati dal viola intenso degli Iris carnosi, spacca col rosso, aprendo così la strada anche alla fioritura delle rose che arrivano a metà stagione. La cosa che mi colpisce ogni anno è che quando vedo sfiorire il glicine, so che cominciano a spuntare queste macchie rosse tra le giovani spighe di un vivace verde brillante. In questa foto mi è parso che il cielo dopo il temporale stendesse una tovaglia a fiori sui campi bagnati. È venerdì, giorno di speranza. Vedo la luce in fondo al tunnel. Sono pronta a tornare, domattina, dalle mie amate papere e immergermi nelle ancora fredde acque che le anzi ci accolgono limpide. Quindi direi che si può chiudere questo cerchio di momenti intensi e felici. Ci sono tutti gli ingredienti: papaveri e papere. #Bellez...