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Mercato del sabato

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Cara mamma, mi portavi quasi ogni sabato fin da bambina al mattino tra le bancarelle, le vie affollate, tenendomi la mano perché non mi perdessi. Hai sempre amato il mercato settimanale, diventando anziana quello del sabato in centro era diventato troppo affollato, così ti facevi portare da papà in quello di un quartiere più tranquillo, il venerdì. Io tutti questi anni li ho persi, ti ho lasciato sola, sottintendendo che una volta cresciuti i miei figli tu non avessi bisogno di me e ti potessi riposare con papà. Invece avevi forse avevate bisogno di me, tu soprattutto ed io non l'ho capito, presa dai miei impegni e dai miei problemi, da me stessa. Stamane, mamma, son tornata al mercato per comprare la biancheria di ricambio da portarti in struttura, sapendo che acquisti anzi acquistavi lì le camicie da notte e le canottiere in filo di Scozia. Ad un tratto mi sono fermata in mezzo alla folla, sentendomi come una bambina che ha perso la mano di mamma e non la trova più. Ora che ho re...

Ninna mamma

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È buffo: in queste sere, prima di coricarmi, vado alla ricerca di scorci di serenità, briciole di pace, che siano immagini, suoni, colori, oggetti e nella mente risuonano dolci melodie, come ninne nanne. Ieri sera è toccato a “Buonanotte fiorellino” di De Gregori, stasera a “Per te” di Jovanotti.  Ne sento il bisogno.  Dopo anni impegnata a fare la mamma imperfetta, (auto)colpevolizzata, inascoltata e incompleta, dedita all’impegno quotidiano di (illudermi di) soddisfare le esigenze famigliari per poi sentirmi capro espiatorio e non avente diritto al voto, mi sono ritrovata a prendermi cura della mia mamma che da donna fredda e severa è diventata fragile, debole e apertamente bisognosa e grata delle mie piccole ma per lei grandi attenzioni. Le dedico la ninna nanna che stasera risuona nella mia mente stanca, perché con lei riscopro l’affetto genitoriale e i piccoli gesti che cullano e curano le ferite delle mamme, perché anche noi siamo figlie.

Il cielo in una stanza

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Non riesco a ricordare in che occasione, con chi, per merito di chi, o che età avessi quando per la prima volta ascoltai quella che è diventata la mia canzone preferita e riesce dopo decenni ad emozionarmi ancora. Forse avevo un 45 giri acquistato da mamma, forse me la fece ascoltare alla radio nei pomeriggi in cui facevo i compiti al tavolo della cucina accanto a lei che cuciva e la radio ci teneva compagnia. Poi crescendo può darsi che non l’abbia ascoltata per un lungo periodo, ma in rare occasioni, periodicamente, l’ho sempre rispolverata, fino a ritrovarla da adulta, quando mi propose di suonarla (si fa per dire) col basso il mio insegnante, uomo buono e paziente, che probabilmente capì subito che non avevo un talento innato. Io, che adoro questo strumento, sentivo il bisogno di esprimermi in sua compagnia. Era lui forse che non voleva essere torturato da me; quindi mi arresi presto, con la scusa dei problemi alle spalle che peggioravano con una postura asimmetrica. Ho sempr...

Capanne e castelli

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Proverbio cinese di questo giovedì ...dalla citazione del maestro di Tai Chi Chuan durante la lezione del mercoledì sera. "Meglio una capanna dove si ride che un castello dove si piange" Magari una via di mezzo...una casa modesta in cui abita una famiglia imperfetta sorridente a tratti, dove si ride volentieri e con tutta la buona volontà di fare andare bene le cose. Io fin da piccola, passeggiando per le vie eleganti del centro, ma soprattutto inerpicandomi lungo le strade strette dei Ronchi o della via Panoramica che conduce al monte Maddalena, ammiravo estasiata le mega ville che non potevo nemmeno immaginare quanto costassero e come fossero arredate all'interno, ma dall'architettura e dai parchi esterni potevo farmi un'idea, da film. Erano abissalmente distanti dalla mia realtà. Tuttora quando al mattino alzo sia le tapparelle della mia camera sia lo sguardo sul monte alle spalle di casa e scorgo le luci ancora accese intorno a quella che presumibilmente è una...

Cedrone

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Non un gallo, ma un cedro gigantesco, quello della mia vicina che ho la fortuna di aver davanti a casa, maestoso. Per me è sempre stato un non meglio specificato pino, magari non un abete. Poi un amico, vedendolo sulla foto del mio stato, qualche mese fa, ha commentato:” Che magnifico cedro del Libano, come quello che ho nella mia proprietà”. Io mi son fidata ciecamente e da allora sfoggio con orgoglio la mia competenza sul nome delle poche piante che conosco, una in più grazie a questo recente contributo. A dir la verità potevo chiederlo prima alla mia vicina che pianta fosse, ma non ci ho mai pensato. Stasera il vento ha spazzato via le nuvole, scoprendo un meraviglioso cielo stellato, elegante sfondo al grande cedro, che sembra addirittura illuminato a giorno. Ed io a bocca aperta lo ammiro estasiata, come il Piantù, enorme platano di Toscolano Maderno, e mi sento minuscola di fronte a questi meravigliosi giganti e pure bambina, perché provo lo stesso stupore e ammirazione d...

Caffé a Teatro

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Sabato pomeriggio l'ho incontrata, come da ragazza davanti a teatro, ma per la prima volta. Non eravamo in classe assieme al liceo, lo sono stati i nostri primogeniti. Amiche di penna, corrispondenza per anni esclusivamente epistolare in chiave moderna, via chat di Whatsapp, dopo otto anni ci siamo incontrate di persona per la prima volta. Gioia, vortici di chiacchiere: io partita a cascata, non trattenendo l’emozione, ma ero anche tanto curiosa di ascoltare racconti più o meno personali di una persona che conoscevo ma non avevo mai visto prima e potevo osservarla e ascoltarla mentre parlava. E son tornata ragazza, quando nel thè inzuppavo biscotti e chiacchiere con le compagne di classe, negli eleganti bar pasticcerie attorno al Duomo, prima o dopo il film al cinema, quando ancora si andava a leggere i cartelloni dello spettacolo esposti all’ingresso e si sceglieva un titolo e una sala del centro. Ora c'è il caffè del Teatro, che tanto contribuisce all'atmosfera con ...

Stupore

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E meraviglia scorgendo queste macchie di colore da lontano...sono accorsa ad osservare questi piccoli grandi capolavori dipinti sui sassi, che mi hanno riportata alla mia infanzia e ho sorriso pensando all'innocenza e creatività di bambine sulla spiaggia, con un passatempo d'altri tempi...i miei.