Bye bye Bunny
Da quando sei nato, anzi già nella mia pancia, non sei mai stato gracile, esile né minuto: sempre fuori misura, un gigante tra i bimbi, che sfruttava la sua imponenza fisica per supportare doti di diplomazia e intermediazione tra parti in contrasto. Ma anche ora che sei maggiorenne, imponente montagna d'uomo, io ti chiamo coniglietto e per me quello rimani. Complice forse il periodo intenso di preoccupazioni e attività coi tuoi nonni, che mi ha travolta come un frontale con un treno in corsa, inaspettatamente non mi sento ansiosa né preoccupata per la tua imminente partenza alla volta di una meta distante diecimila chilometri, per un anno lontano da me. Certamente mi mancherai, magari andrò in crisi già quando sarai in viaggio e nemmeno giunto a destinazione, chissà. Ma a chi mi dice che la mamma è quella che più soffre della distanza dei figli, potrei rispondere che, per quanto mi riguarda, la mamma è quella che più soffre in generale, per tutto, da quando li mette al mondo. Poi n...