DG
Non è la sigla di un programma televisivo né il marchio di una grande casa di moda. È il nuovo mondo in cui sono stata catapultata in un batter d'occhio e di cui fatico ancora a scrivere, parlare, pensare senza scoppiare in lacrime. Se ne esco indenne è grazie a loro, i diversamente giovani che ormai inondano le mie giornate, a partire da mamma e papà che in un attimo son diventati fragili, vecchi, malati e bisognosi di tutto o quasi, ma soprattutto di affetto. Ma entrare con mamma già scossa, confusa e malata in quella sala rumorosa e con tanti nuovi individui, mi ha sconvolta, spaventata, scioccata. Per nuovi non intendo sconosciuti ma di nuova tipologia. Con il termine individui non vogliono offenderli ma cerco di esprimere quanto mi sembrassero diversi e lontani dalle persone anziane che ero abituata a incontrare per strada o al supermercato. Ero impaurita la prima volta che mi sono trovata in mezzo a loro, oltre che addolorata per la situazione della mia mamma. Riesco a scrive...