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A chi non parla

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Agli introversi o presunti tali. Ai duri di poche parole per cui contano i fatti. A chi ha un cuore tenero sotto una spessa corteccia. A chi scrive parole che non pronuncia a voce e a chi nemmeno le scrive. A tutti coloro che per un motivo o per l'altro non esprimono a voce quello che provano (se lo provano). I sentimenti, che siano piccoli o grandi (non servono dichiarazioni di amore eterno ma anche semplici manifestazioni di quell'enorme dote che è la gentilezza), andrebbero secondo me espressi anche a voce, in uno dei mille modi in cui si può donare un variopinto fiore di amicizia, affetto, amore in ogni sua forma, ad una persona. In passato anche io ho peccato di aridità espressiva, con scuse più o meno plausibili, incolpando chi mi ha educata o chi mi ha fatta soffrire. Ho cominciato a manifestare i primi cedimenti strutturali nel momento in cui la vita mi ha messo davanti la sofferenza dei miei genitori, la loro fragilità in tutta la sua potenza. In quel momento il mio mu...

Primo addio. Preparazione.

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Sono entrata in una nuova dimensione, nella quotidianità sono entrate la vita e la morte. La mattina nel parco passeggia una bambina graziosa e la sera saluto E. che ci sta lasciando. Penso sia stato uno dei primi incontri nella casa dei nonni, a spasso con la sua carrozzina e la mano perennemente tesa chiedendo un passaggio, un aiuto o semplicemente dove fosse M., la figlia. Nella casa dei nonni è tutto diverso da come ero abituata io. La sofferenza e la morte fanno parte del quotidiano. Aleggiano ovunque ma non pesano, almeno apparentemente: svolazzano, in uno stato di cosciente semi-incoscienza. Si riesce a sorridere, a volte ridere e godere di piccole grandi gioie, tra un pianto, un urlo, un battibecco. Ma si affronta tutto assieme. Loro con una maturità che solo l'età può dare e magari un po' di perdita di lucidità forse in questi casi aiuta. Mi colpì una frase che mi disse una suora a messa, quando le spiegai di aver scoperto la parentela tra mia mamma e don O.:"Dopo...

Luglio

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Quasi mi scappavi...senZa quasi accorgermi sei già finito...mese caldissimo, fatto di giornate scandite da azioni, persone, tempi e orari tutti uguali. Dopo un mese di giugno traumatico, a luglio il mio battito si è stabilizzato. Mi sto adeguando, forse abituando a questa mia nuova vita, a queste mie nuove amicizie mature ed esperienze così diverse dal passato, che mi donano un nuovo sguardo sul mondo, sull'umanità e ciò che mi circonda. E a proposito di ciò che mi circonda, la flora del magico parco, fiorita anche a luglio di molteplici colori e forme, mi sostiene, rilassa e coccola, sempre accanto a mamma a cui ripeto quotidianamente che insieme ce la facciamo, ce la stiamo facendo ad affrontare tutto. Grazie luglio del tuo caldo (a volte troppo) abbraccio fiorito.

L'appuntamento

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Ormai è un appuntamento fisso e non solo con mamma, ma con tutti loro e a dir la verità sono gli altri ospiti a sostenermi psicologicamente, farmi coraggio e darmi forza quando mamma non è al top. E lei è così generosa e altruista con le sue nuove amiche di cui coglie dinamiche, fragilità ma meccanismi mentali non immediati, attraverso i quali riesce a entrare in contatto con loro, trovando la chiave da girare nella serratura per varcare la soglia della loro mente e del loro cuore. Ci sono tante situazioni, persone diverse con problemi diversi, ma sensibilità, generosità e qualità amplificate, immense, ognuna tanto particolare, che renderebbero banali tanti individui comunemente definiti normali. Hanno vissuto, amato, sperimentato più di me, ma molto di loro non riescono a esprimerlo se non, quelli che ancora ne sono in grado, con quegli occhi grigi che si accendono di gioia per piccole attenzioni e quei sorrisi che sbocciano come fiori nel deserto e ti incantano, con piccoli grandi ge...

Sapientino e sapientoni

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Tanto amavo quel gioco ai tempi innovativo e moderno, precursore della rivoluzione tecnologica imminente, quanto malsopporto le persone che credono di avere le risposte a tutte le domande, dalle più banali ai grandi quesiti di misteri ancora irrisolti. Forse la mia è gelosia o sana invidia per chi è sicuro di sé e sereno, quando io sono da sempre schiacciata dai sensi di colpa, le insicurezze, le piccole e grandi ansie del vivere quotidiano, i dubbi universali, le domande filosofiche, i contorcimenti mentali nel caos della mia testa confusa, che portano al nulla cosmico. Io le persone le rispetto per la loro unicità, ma auspicherei che i detentori di queste splendide e invidiabili appunto qualità di elevata autostima e sicurezza in sé e nelle proprie idee e capacità risparmiassero il prossimo, magari non tutti ma almeno me, ed evitassero di offrire soluzioni e impartire lezioni a chi non imparerebbe anzi ne verrebbe turbato, nella migliore delle ipotesi. Ma non siamo tutti uguali e il ...

Il-logiche alchimie

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Già all'arrivo si preannunciava un pomeriggio vivace. Domenica d'estate, senza educatori e con pochi parenti, i diversamente giovani nel pieno della loro libertà espressiva, non trattenuti da vincoli famigliari né educativi, si esprimevano in libertà. Mentre tentavo di fare conversazione con mamma continuamente interrotta dalla G. che mi stringeva la mano e mi chiedeva di portarla a casa da mamma e papà e dalla M. che fatica a parlare ma mi ripeteva chiaramente di lasciarla perdere (consiglio che io né mamma intendevamo seguire perché ci siamo affezionate alla G. ed è impossibile resistere al suo continuo chiedere), fui distratta da una curiosa conversazione. Potrei definirla uno scambio di logiche follie, un binomio sconnesso, un dialogo fondato su botta e risposta a domande diverse, una perfetta sintonia nel caos, un'ordinata entropia. Lungi dal prendermi gioco di patologie neurologiche e geriatriche di cui non conosco appieno i dettagli ma rispetto profondamente chiunque...

Jealous guy

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Ascoltando questa canzone in radio mentre guidavo via da mamma, ieri mi è venuto in mente il mio incontro scontro con un ospite, qualche giorno fa. Infastidito dalla mia voce che gli impediva di ascoltare in TV un episodio di Mr Bean...mi ha severamente ripresa un paio di volte. Nonostante tentassi di abbassare il tono di voce (a discapito di mamma e delle altre nonnette mediamente sorde che non mi sentivano più e mi chiedevano di ripetere di continuo), ad un tratto mi raggiunse ad andatura sostenuta sulla sua carrozzina e puntandomi l'indice mi chiese cosa ci facessi lì. Non si accontentò come risposta del mio legame stretto di parentela con un'ospite: si rivolse all'educatrice riferendole di aver parlato con un medico che sosteneva che io non potessi stare in quel luogo. Si rivelarono inutili gli sforzi della povera e dolce Emma per convincerlo che fosse regolare orario di visita, toccante il tentativo di tranquillizzarmi che fecero subito due affettuose caregiver vedendo...

Sister Act

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Dalle suore ancelle sembra di stare sul set di un film. Loro ci sono ovunque, anche se non le vedi, e se le cerchi le trovi, benché i tuoi occhi non riescano a scorgerle, nella vastità del loro parco di alberi secolari, ombreggiato, ordinato, in cui il canto degli uccelli, il fruscio delle foglie al vento, il frinire delle cicale, la luce, l'ombra, le statue di animali, angeli e putti che sembrano animate anche se immobili, tutto fa pensare a loro, a una presenza nascosta che infonde serenità, protezione, pace e speranza. Spesso nel mezzo della sala, tra gli ospiti all'improvviso si palesa una di loro, intonando una preghiera e camminando tra la gente si lascia alle spalle un pubblico incantato, in estatica contemplazione. Si aggirano spesso anche i preti, ma capisci al volo chi comanda e chi è il padrone di casa e anche se sono gli uomini a dire messa e a sedere in chiesa in prima fila, mentre le suore occupano le retrovie, è chiaro chi ha in mano lo scettro del potere. Le sor...

Giugno

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Giugno sei sfuggito Mese mio preferito Tanto ti ho aspettato Poi sei scappato Già il primo giorno fui travolta La mia vita ebbe una svolta Son cambiata Disperata Frustrata Esasperata Poi pian piano rincuorata Perché dolore  è amore E fa meno male se condiviso Con un sorriso Un viso  Uno sguardo amorevole di affetto supplichevole Una frase scombinata Una strana risata Un urlo disperato Un grido soffocato Tante mani rugose e tese che nei palmi serbano sorprese. Grazie amici inclusivi di avermi accolta in club esclusivi fatti di condivisione Unione Comprensione A volte esagerazione Ma tanta emozione Una grande lezione.

L'unione fa la forza

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Da soli non se ne esce. Da soli non si riesce. Ci sono giorni migliori e giorni peggiori, ma finché si resta isolati non si esce dallo stato di cieca disperazione e abbandono della fase iniziale di ambientamento. Poi passa il timore e alzando il capo si vedono tanti sguardi curiosi, alcuni persi, tanti sorrisi affettuosi e gesti lenti ma dolcissimi. Si scorgono tante persone con storie differenti confluite tutte lì. Penso di essere stata catapultata in una comunità inclusiva come mai ho trovato prima, priva di pregiudizi sulla tua provenienza o stato sociale, sui tuoi abiti o sulla tua età o aspetto. Loro ti accolgono incuriositi ma positivi, entrano nel tuo quotidiano a passo felpato, anzi portano te a cercare di conoscerli e farti conoscere e in questo cammino ho portato per mano mamma. La parola chiave è gentilezza, apre tutte le porte. Sono loro, anime fragili ma con quasi un secolo di esperienza, ad aiutarti a superare dolore e traumi e a condurti in una nuova forma di società e s...