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Settembre 2

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Settembre, sei tu settembre, quello dai toni più tenui dell’estate. La luce soffusa di rosei tramonti e pallide mattine. L’aria frizzante all’alba e di sera, scaldata dal sole nelle ore centrali del giorno. Le foglie degli alberi indecise se ingiallire e resistere al vento stando appese ai rami o cadere inermi a terra. Proprio questo pomeriggio i miei nonnetti erano intenti a colorare foglie e ricci che l’educatrice ritagliava per appendere alle pareti in attesa dell’esplosione dell’autunno. Nel parco si cerca il sole, non lo si rifugge più in preda al torrido caldo estivo, durante il quale si apprezzava l’ombra dei pini secolari, ma anzi si anela il tempore clemente degli ultimi raggi al tramonto, prima di rientrare nella casa dei nonni per la cena. Al mattino, uscendo in giardino in canotta, mi coglie di sorpresa l’aria fresca e mi risveglia energicamente. Al rientro a casa dopo le mie intense giornate, amo osservare le stanze nella penombra e mi scalda il cuore pensare all’imminente...

Ritorno a Tai

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Sì, nonostante gli impegni non mondani e lo stato catalettico con trascinamento degli arti in cui mi riduco ogni sera, la rotula sinistra ancora più vagante dopo un volo di ieri davanti a mio figlio, ho deciso di provarci, ascoltare non la vocina dentro, ma le vocine fuori delle persone che mi sono vicine e mi incoraggiano a...tirarmi fuori, uscire dal guscio che sta diventando poco a poco una fossa, per non definirlo bara, sarebbe prematuro. Quindi eccomi in anticipo già ad aspettare l'inizio della lezione al parcheggio: quasi mi addormento in auto. Ora scendo e trascino le mie stanche membra su per le scale, augurandomi di non cascare o che non mi si sviti la rotula e rotuli rovinosamente.

cena di classe

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Una persona proprio oggi mi ha fatto notare la differenza tra le amicizie strette in età adulta e quelle sbocciate in giovane età. Indubbiamente non posso non sentirmi legata a chi conosco da mezzo secolo, con cui son cresciuta e ho badato al fatto che ho perso alcune amicizie dell'età adulta ma ho mantenuto anzi ritrovato certi compagni di infanzia e giovinezza dopo decenni, e non pochi. È questa l'impressione che abbiamo avuto in molti ritrovandoci per una cena, chi dopo trentacinque anni senza mai sentirsi, qualcuno che ha continuato a frequentarsi. Sembravamo un'isola (chiassosa) al centro del mare di sconosciuti nel dehor del locale: distanze annullate, legami ferrei, saldi anzi saldati come catene di acciaio dagli anelli spessi e pesanti. Forte dei ricordi degli anni sereni, per fortuna, della crescita che abbiamo condiviso, ho completamente dimenticato il presente con le preoccupazioni e ansie che si porta dietro, il carico che trasporto ogni giorno sulle spalle sta...

Cambio di stagione

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Della vita, non dell'anno. SenZa dubbio è l'ultima delle mie attuali preoccupazioni, ma negli anni recenti il cambio stagione non lo faccio più ai primi freddi e ai primi tepori, ma periodicamente, con l'aumento di taglia. Infastidita da ogni costrizione attorno al fu giro vita e alla nuova sensazione di sfregamento di interno cosce, mi vedo dunque costretta ad acquistare calzoni informi e indossarli sotto polo e magliette, con un effetto mongolfiera aberrante. Poi ognuna si vede come crede, ma se nella parte superiore del busto io fossi stata dotata già in gioventù di qualche vaga forma femminile, magari chi lo sa, aumentando una taglia anche di quella mi sarei vista curvy e mi sarei accettata. Così è deprimente. Provo abiti e stringono, i colori mi ingigantiscono, le fantasie mi arrotondano ulteriormente, sembra che vadano di moda solo le righe orizzontali che mi stirano dal verso sbagliato e i fiori che mi rendono un'anfora da giardino. Stamane è stata una vera soffe...

Agosto

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Agosto, per me vieni dopo Ferragosto. Prima non ti ho mai vissuto appieno, vuoi per la stanchezza dopo tanti mesi senza ferie, gli ultimi giorni di lavoro, la disperazione coi bambini al caldo e i centri estivi in chiusura, la preparazione dei bagagli per le vacanze (quando ancora le facevo) di corsa, le notti torride e le giornate afose scandite dal canto delle cicale instancabili e coi gatti stanchi e più pigri del solito, stesi sul pavimento o all'ombra della casa in giardino, negli angoli in cui è percepibile un debole venticello. Poi dopo Ferragosto, mai così presto come quest'anno in cui non ho nemmeno un giorno di riposo e il caldo è stato davvero insopportabile, arriva un mattino in cui sento soffiare una piacevole arietta. Stamane ho avuto questa impressione, confermata da mamma che al mio arrivo aveva già ascoltato alla TV le previsioni del tempo che annunciavano un abbassamento delle temperature proprio da oggi. Dopo pranzo mi sono seduta in giardino in attesa che la...

Bye bye Bunny

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Da quando sei nato, anzi già nella mia pancia, non sei mai stato gracile, esile né minuto: sempre fuori misura, un gigante tra i bimbi, che sfruttava la sua imponenza fisica per supportare doti di diplomazia e intermediazione tra parti in contrasto. Ma anche ora che sei maggiorenne, imponente montagna d'uomo, io ti chiamo coniglietto e per me quello rimani. Complice forse il periodo intenso di preoccupazioni e attività coi tuoi nonni, che mi ha travolta come un frontale con un treno in corsa, inaspettatamente non mi sento ansiosa né preoccupata per la tua imminente partenza alla volta di una meta distante diecimila chilometri, per un anno lontano da me. Certamente mi mancherai, magari andrò in crisi già quando sarai in viaggio e nemmeno giunto a destinazione, chissà. Ma a chi mi dice che la mamma è quella che più soffre della distanza dei figli, potrei rispondere che, per quanto mi riguarda, la mamma è quella che più soffre in generale, per tutto, da quando li mette al mondo. Poi n...

Ciclici cedimenti

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Era da un po' che non piangevo e non venivo assalita all'improvviso da attacchi di ansia. Stavo trovando un equilibrio, per quanto instabile, nella quotidiana sofferenza, ma sapevo di essere stanca e stressata, sottoposta al ritmo incalzante delle attività impegnative senza un momento di respiro ed era prevedibile che sarei crollata. In queste condizioni di fragilità emotiva ad alto contenuto di stress la miccia si accorcia ogni giorno che passa e non servono grandi quantità di accelerante, piuttosto una debole fonte di innesco a farmi esplodere dopo tante giornate superate con coraggio e resilienza. Quando scoppio ultimamente non mi arrabbio, forse richiede troppa energia e non ho più scorte. Invece mi ripiego su me stessa, mi rabbuio, l'ansia sale fino a riempire la testa che duole e offusca i pensieri, quelli logici e razionali, a favore delle paure e del buio pessimismo. Alimentato dalla pressione sul petto, il dolore infine trabocca in un debole rivolo di lacrime silen...

A chi non parla

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Agli introversi o presunti tali. Ai duri di poche parole per cui contano i fatti. A chi ha un cuore tenero sotto una spessa corteccia. A chi scrive parole che non pronuncia a voce e a chi nemmeno le scrive. A tutti coloro che per un motivo o per l'altro non esprimono a voce quello che provano (se lo provano). I sentimenti, che siano piccoli o grandi (non servono dichiarazioni di amore eterno ma anche semplici manifestazioni di quell'enorme dote che è la gentilezza), andrebbero secondo me espressi anche a voce, in uno dei mille modi in cui si può donare un variopinto fiore di amicizia, affetto, amore in ogni sua forma, ad una persona. In passato anche io ho peccato di aridità espressiva, con scuse più o meno plausibili, incolpando chi mi ha educata o chi mi ha fatta soffrire. Ho cominciato a manifestare i primi cedimenti strutturali nel momento in cui la vita mi ha messo davanti la sofferenza dei miei genitori, la loro fragilità in tutta la sua potenza. In quel momento il mio mu...

Primo addio. Preparazione.

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Sono entrata in una nuova dimensione, nella quotidianità sono entrate la vita e la morte. La mattina nel parco passeggia una bambina graziosa e la sera saluto E. che ci sta lasciando. Penso sia stato uno dei primi incontri nella casa dei nonni, a spasso con la sua carrozzina e la mano perennemente tesa chiedendo un passaggio, un aiuto o semplicemente dove fosse M., la figlia. Nella casa dei nonni è tutto diverso da come ero abituata io. La sofferenza e la morte fanno parte del quotidiano. Aleggiano ovunque ma non pesano, almeno apparentemente: svolazzano, in uno stato di cosciente semi-incoscienza. Si riesce a sorridere, a volte ridere e godere di piccole grandi gioie, tra un pianto, un urlo, un battibecco. Ma si affronta tutto assieme. Loro con una maturità che solo l'età può dare e magari un po' di perdita di lucidità forse in questi casi aiuta. Mi colpì una frase che mi disse una suora a messa, quando le spiegai di aver scoperto la parentela tra mia mamma e don O.:"Dopo...

Luglio

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Quasi mi scappavi...senZa quasi accorgermi sei già finito...mese caldissimo, fatto di giornate scandite da azioni, persone, tempi e orari tutti uguali. Dopo un mese di giugno traumatico, a luglio il mio battito si è stabilizzato. Mi sto adeguando, forse abituando a questa mia nuova vita, a queste mie nuove amicizie mature ed esperienze così diverse dal passato, che mi donano un nuovo sguardo sul mondo, sull'umanità e ciò che mi circonda. E a proposito di ciò che mi circonda, la flora del magico parco, fiorita anche a luglio di molteplici colori e forme, mi sostiene, rilassa e coccola, sempre accanto a mamma a cui ripeto quotidianamente che insieme ce la facciamo, ce la stiamo facendo ad affrontare tutto. Grazie luglio del tuo caldo (a volte troppo) abbraccio fiorito.