Primo addio. Preparazione.
Sono entrata in una nuova dimensione, nella quotidianità sono entrate la vita e la morte. La mattina nel parco passeggia una bambina graziosa e la sera saluto E. che ci sta lasciando. Penso sia stato uno dei primi incontri nella casa dei nonni, a spasso con la sua carrozzina e la mano perennemente tesa chiedendo un passaggio, una aiuto o semplicemente dove fosse M., la figlia. Nella casa dei nonni è tutto diverso da come ero abituata io. La sofferenza e la morte fanno parte del quotidiano. Aleggiano ovunque ma non pesano, almeno apparentemente: svolazzano, in uno stato di cosciente semi-incoscienza. Si riesce a sorridere, a volte ridere e godere di piccole grandi gioie, tra un pianto, un urlo, un battibecco. Ma si affronta tutto assieme. Loro con una maturità che solo l'età può dare e magari un po' di perdita di lucidità forse in questi casi aiuta. Mi colpì una frase che mi disse una suora a messa, quando le spiegai di aver scoperto la parentela tra mia mamma e don O.:"Dop...