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Visualizzazione dei post con l'etichetta pensieri

DG

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Non è la sigla di un programma televisivo né il marchio di una grande casa di moda. È il nuovo mondo in cui sono stata catapultata in un batter d'occhio e di cui fatico ancora a scrivere, parlare, pensare senza scoppiare in lacrime. Se ne esco indenne è grazie a loro, i diversamente giovani che ormai inondano le mie giornate, a partire da mamma e papà che in un attimo son diventati fragili, vecchi, malati e bisognosi di tutto o quasi, ma soprattutto di affetto. Ma entrare con mamma già scossa, confusa e malata in quella sala rumorosa e con tanti nuovi individui, mi ha sconvolta, spaventata, scioccata. Per nuovi non intendo sconosciuti ma di nuova tipologia. Con il termine individui non vogliono offenderli ma cerco di esprimere quanto mi sembrassero diversi e lontani dalle persone anziane che ero abituata a incontrare per strada o al supermercato. Ero impaurita la prima volta che mi sono trovata in mezzo a loro, oltre che addolorata per la situazione della mia mamma. Riesco a scrive...

A piedi nel parco

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Passeggio senza meta in quest'area verde e tranquilla cercando invano di assorbire serenità dal verde, dal silenzio rotto dal canto degli uccelli e qualche auto o passante. L'ansia di arrivare, caricata già dall'aver sentito telefonicamente papà in lacrime, mi assale e mi sta facendo impazzire. Devo rimanere lucida per mamma e mantenere il controllo per capire in ogni momento il mio stato e se e di quale aiuto avrò bisogno, o forse già necessito. "Non ero pronta" è la frase che rivolgo a chi condivide con me questa pesante quotidianità e ricevo da tutti la stessa risposta:"Non lo è nessuno ma è così e dobbiamo farci forza". Solo ora penso a quanto non abbia capito la situazione di amiche e amici che in passato hanno vissuto un'esperienza simile o peggiore con un loro caro e che ora sono le uniche persone che comprendono a fondo come mi sento. Suonano le campane, devo muovermi.

Mercato del sabato

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Cara mamma, mi portavi quasi ogni sabato fin da bambina al mattino tra le bancarelle, le vie affollate, tenendomi la mano perché non mi perdessi. Hai sempre amato il mercato settimanale, diventando anziana quello del sabato in centro era diventato troppo affollato, così ti facevi portare da papà in quello di un quartiere più tranquillo, il venerdì. Io tutti questi anni li ho persi, ti ho lasciato sola, sottintendendo che una volta cresciuti i miei figli tu non avessi bisogno di me e ti potessi riposare con papà. Invece avevi forse avevate bisogno di me, tu soprattutto ed io non l'ho capito, presa dai miei impegni e dai miei problemi, da me stessa. Stamane, mamma, son tornata al mercato per comprare la biancheria di ricambio da portarti in struttura, sapendo che acquisti anzi acquistavi lì le camicie da notte e le canottiere in filo di Scozia. Ad un tratto mi sono fermata in mezzo alla folla, sentendomi come una bambina che ha perso la mano di mamma e non la trova più. Ora che ho re...

It's all so quiet

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In questa mattina di giornata festiva, di festa importante, e giornata di riposo per molti, vago come sonnambula tra i miei pensieri in giardino, tra i miei gatti. Ho l'impressione che gli animali avvertano l'arrivo delle perturbazioni, almeno quanto me. Le nubi cariche di acqua imminente gravano pesanti sul mio cuore già carico di pensieri oscuri e gatti, uccelli, piante e fiori si fermano in una sorta di attesa immobile, quando il cinguettio sarà sovrastato anzi zittito dallo scroscio della pioggia, le creature che animano il mio giardino e dintorni correranno al riparo e io non le vedrò né sentirò più. L'aria alterna brevi attimi con folate di vento che fan risuonare le fronde degli alberi e agitare le punte degli alti cipressi a momenti di calma piatta e mi sembra dipinta di grigio come il cielo plumbeo. A intervalli sempre più ravvicinati cadono gocce indecise, fino ad ora: tutto tace, è arrivata la pioggia, che spero cada fuori a lavare e dissetare, non dai miei occhi...

Festa della mamma

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Festeggiata dai miei figli, festeggiata la mia mamma, trascorso tempo con papà per supplire all'assenza di mamma e imparare a cavarcela da soli, uniti e forti, in un legame che coi miei genitori forse ho cominciato a sperimentare da quando hanno avuto bisogno di me, finalmente. A volte servono le situazioni dolorose per cambiare, crescere e unire. Avrei voluto accanto te, zia Lidia, a darmi consigli e assistere mamma. Ma non ci sei più, prima per i tuoi figli, poi per noi. Mamma ed io dobbiamo imparare a cavarcela da sole quando ci cacciamo nei guai. Il giorno della festa della mamma io non posso non pensare a te zia, che sei stata vicina a me quando sono diventata mamma, in modo così improvviso e traumatico, e sei stata il lato dolce della maternità che forse mancava un po' a tua sorella e che è arrivato ora che tocca a me prendermi cura di lei. #manchi Zia Lidia #mamma e papà insieme #amore è forza #nonsonosola

Camera con vista

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Perché anche da una stanza di ospedale si può ammirare uno splendido tramonto con vista castello. Quando ho alzato le tapparelle per contemplarlo, è stato emozionante suscitare gioia e sorrisi sui volti delle due nonnette malate immobilizzate nei loro letti. E noi figlie ci siamo scambiate sguardi affettuosi, felici di condividere con le nostre madri, anche reciproche, questi momenti che ci hanno unite, tutte e e quattro, forse per sempre, forse anche se non ci vedremo più. Ma ricorderemo sempre Elide, "la mia amica", definizione che forse non ho mai sentito dare a nessuna da mia madre, e la sua famiglia. Perché la sofferenza unisce, le figlie diventano mamme, le mamme diventano figlie. I padri, uomini duri, pilastri della nostra infanzia e giovinezza, cui appoggiarsi per trovare rifugio sicuro e supporto, sono diventati teneri e fragili nonnini. Ci siamo sentiti circondati da persone con cuore e professionalità che umanamente e con limiti umani si prendono cura di noi e dell...

Il mio giardino segreto

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La sera quando gli altri dormono già, la mattina quando dormono ancora, quando la gente è chiusa in casa, io mi aggiro negli angoli magici del mio giardino come una bambina curiosa e ammiro le nuove fioriture, i miei gatti che come me saltellano e vagano apparentemente senza direzione o scopo alcuno. È magia, Bellezza, tra un passo e l'altro raccolgo petali di serenità, annuso profumi di sogni, ascolto misteriosi cinguettii che provengono dalle fronde degli alberi, in cui non scorgo gli uccellini che li emettono. Amo osservare i cambiamenti che mi circondano, dei fiori e le piante di cui mi prendo cura o che spontaneamente fioriscono e sbocciano donandomi la loro bellezza. Sono felice in questi momenti di serena solitudine, con la sola compagnia dei miei gatti e degli uccelli. Ora salgo e mi preparo per farmi avvolgere da un sonno profondo, certa che domattina all'alba mi sveglierà il cuculo col suo canto, arrivato ad annunciarmi l'esplosione della primavera in tutto il suo...

Papaveri e papere

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Sembra che mi ripeta, ma quando osservo i papaveri, capisco la potenza di un fiore che cresce spontaneo nei campi ai margini delle strade, con un colore tanto brillante che, dopo i gialli i rosa e glicine dei primi fiori di primavera, rafforzati dal viola intenso degli Iris carnosi, spacca col rosso, aprendo così la strada anche alla fioritura delle rose che arrivano a metà stagione. La cosa che mi colpisce ogni anno è che quando vedo sfiorire il glicine, so che cominciano a spuntare queste macchie rosse tra le giovani spighe di un vivace verde brillante. In questa foto mi è parso che il cielo dopo il temporale stendesse una tovaglia a fiori sui campi bagnati. È venerdì, giorno di speranza. Vedo la luce in fondo al tunnel. Sono pronta a tornare, domattina, dalle mie amate papere e immergermi nelle ancora fredde acque che le anzi ci accolgono limpide. Quindi direi che si può chiudere questo cerchio di momenti intensi e felici. Ci sono tutti gli ingredienti: papaveri e papere. #Bellez...

Glicine

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Non potevo non dedicare un pensiero a questa stupenda, maestosa creatura, pianta con tronco possente e nodoso, che termina in floridi grappoli di fiori carnosi, profumati intensamente e colorati come solo la natura sa dipingere. In aprile, quando la loro fioritura raggiunge i massimi livelli di splendore, so dove trovarli, vado alla ricerca degli esemplari che da decenni ogni anno ammiro nelle zone in cui sono cresciuta e frequento fin da bambina e vengo catturata dalla Bellezza. Pura.

Fai voltare gli uomini

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Ebbene sì mia cara, giovani e meno giovani, quando maschi dal cuore sportivo si voltano mentre avanzi per strada volutamente lenta e sorniona, sebbene potresti sfoggiare i tuoi cavalli, ma li tieni a bassi giri per non ostentare, quando fai l’occhiolino col gioco di luci dei tuoi fari, quando ti puntano già in lontananza vedendoti sopraggiungere sicura di te e delle tue incontestabili doti, mi dai soddisfazione quanto a guidarti, mia inseparabile compagna di viaggi. Mi conduci e scorti nelle mie ormai sporadiche e tranquille avventure a spasso per mezza Italia, ultimamente, ahimè non di più. Senza essere esosa, cavalli quanto bastano, senza esagerare, sportiva il giusto per essere stilosa ma non esagerata nella vita di tutti i giorni. Mi proteggi e mi garantisci viaggi comodi e sicuri, mi diverte guidarti, mi diverte guardarti, come agli appassionati del genere che ti ammirano, rendendomi partecipe di una briciola di interesse che ormai stento a ricordare, quando da giovane ricevev...

Dolci acque, acqua dolce

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Seguire il ritmo delle stagioni assieme agli uccelli acquatici, scrutare il cielo, ascoltare il vento, percepire il tepore del sole anche nelle fredde mattinate invernali o non ancora pienamente primaverili, farsi avvolgere dall'abbraccio intensamente rigenerante ma potenzialmente pericoloso delle onde, allenare corpo e mente a resistere in condizioni a volte estreme, che necessitano concentrazione, forza di volontà, calma, respirazione: non è tutto. Il grande Benaco accoglie le nostre risate, momenti sereni in cui lavare e sciogliere le preoccupazioni come macchie dai “panni” sporchi, alleggerire mente e corpo, tornare bambini, come hanno suggerito in modo corretto e appropriato alcuni miei compagni di...bagni, privi del “peso” che sopraggiunge crescendo, anno dopo anno, fino all’età adulta. Siamo folli, “soffriamo” di una sana e terapeutica follia, se di follia si tratta. Possiamo sembrare ridicoli, ma assieme alla forza fisica e mentale ci arricchiamo di una consapevolezza...

Bellezza

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Ci sono fiori, a dir la verità quasi tutti, di cui ammiro la bellezza sia da freschi che da secchi. Assumono ai miei occhi un fascino differente ma altrettanto stupefacente col passare del tempo. Non ho ancora avuto il coraggio di gettare questi tulipani, di cui colgo ogni giorno nuove sfumature di colore e cambiamenti di forme, onde di pura bellezza, che non passa e di cui vedo continuamente esempi in ciò che mi circonda. “Il guardare una cosa è ben diverso dal vederla. Non si vede una cosa finché non se ne vede la bellezza.” (Oscar Wilde)

Viaggiare Volare

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Della meta del viaggio di oggi forse scriverò più avanti. In realtà è stato un “cogliere l’attimo”, nonché approfittare di una commissione fuori provincia per trasformarla in una gita fuori porta. La prima sensazione che ho avuto, non muovendomi da un po’, è stata gioia, gioia pura, sentirmi leggera, libera, felice. Mi sento di porgere un caloroso invito a tutte, mi rivolgo soprattutto alle donne: non rinunciate a viaggiare, non smettete di muovervi, non fermatevi. Viaggiare è volare, mettere le ali e liberarsi per momenti più o meno lunghi ma intensi dalla routine quotidiana che man mano ci stringe sempre più nella sua morsa.  Viaggiare è sognare, pensare, ridere, respirare, conoscere, imparare. Il viaggio, che sia lungo o breve, è aria, moto, sbattere le ali atrofizzate e staccarsi a fatica da terra, ma poi volare libere nel cielo verso il sole. Non rinunciate a viaggiare se non avete qualcuno accanto che vi accompagni. Scoprirete che la migliore compagnia siete voi stesse e sare...

Magia rosa

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Quando di ritorno dal cassonetto dell'immondizia, dopo aver gettato il sacchetto a testa bassa, ti appresti ad aprire l'auto, in quello stato catatonico che ti manda avanti al mattino in attesa di carburare e scorgi un petalo rosa sul bordo delle portiere che sembra sigillarle e vi si riflette la magnolia alle tue spalle...è magia. La magia delle piccole cose.  Benedetti siano gli istanti, e i millimetri, e le ombre delle piccole cose. (Fernando Pessoa)

Una canzone d'amore

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  Dopo l’ora d’aria (e soprattutto d’acqua, il mio elemento) che mi concedo nelle mattine dei miei vorticosi fine settimana, torno alla quotidianità che ultimamente pesa come un macigno sulla schiena, da portare qua e là per sbrigare commissioni spesso sovrappensiero o non del tutto cosciente, ma di certo correndo. In particolare, oggi pomeriggio, tra le corsie del supermercato, in questo stato di catalessi nel quale ripercorro mentalmente la lista della spesa di cui ne scordo sistematicamente la metà), mi son ritrovata a canticchiare ad alta voce, senza vergogna alcuna né ritegno, la canzone che passavano in quel momento: “Una canzone d’amore” degli 883. Quello che mi ha stupita ancor di più è che ovviamente la conoscevo, ma è talmente lontana dalla mia realtà e contesto che proprio non si collocava, e nonostante questo la cantavo quasi allegra, come se mi avesse dato quell’impulso elettrico necessario a staccare e sollevarmi dalle preoccupazioni che mi assalgono e premono sul pet...

Katy

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Katy è femmina. Katy avanza ondeggiando i fianchi come una top model. Katy indossa fiera il collarino con la campanella come fosse un collier di diamanti. Katy si lascia tagliare le unghie manco fosse dall’estetista per la manicure. Katy preme i cuscinetti sullo schermo dello smartphone per chattare. Katy incolla il nasino alla fotocamera per farsi fotografare e osserva lo schermo curiosa. Katy mangia quanto basta per mantenere la sua silhouette. Katy a momenti si mette a favore di coccole e grattini, poi fugge zampettando e fa la preziosa. Katy miagola come se parlasse e non appena si apre la portiera dell’auto o il baule, salta dentro sperando di andare a fare una gita, magari shopping, come quando entra nella borsa. Katy non graffia e non morde giocando, ma porge in dono uccellini decapitati sullo zerbino della soglia di casa e azzanna crudele e impietosa i gatti del vicinato che entrano nella sua proprietà nonché comfort zone, riducendoli in fin di vita. Katy è ...

Cedrone

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Non un gallo, ma un cedro gigantesco, quello della mia vicina che ho la fortuna di aver davanti a casa, maestoso. Per me è sempre stato un non meglio specificato pino, magari non un abete. Poi un amico, vedendolo sulla foto del mio stato, qualche mese fa, ha commentato:” Che magnifico cedro del Libano, come quello che ho nella mia proprietà”. Io mi son fidata ciecamente e da allora sfoggio con orgoglio la mia competenza sul nome delle poche piante che conosco, una in più grazie a questo recente contributo. A dir la verità potevo chiederlo prima alla mia vicina che pianta fosse, ma non ci ho mai pensato. Stasera il vento ha spazzato via le nuvole, scoprendo un meraviglioso cielo stellato, elegante sfondo al grande cedro, che sembra addirittura illuminato a giorno. Ed io a bocca aperta lo ammiro estasiata, come il Piantù, enorme platano di Toscolano Maderno, e mi sento minuscola di fronte a questi meravigliosi giganti e pure bambina, perché provo lo stesso stupore e ammirazione d...

Ritratti

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Non posso mostrare la sua immagine, quindi perde significato il messaggio che vorrei trasmettere e ciò che vorrei esprimere non arriva di certo. Ma non posso fare a meno di pensare all’assoluta perfezione cromatica della fotografia che ho "rubato" dallo stato della mia amica Sara, che spero non se ne abbia a male. La serenità di una ragazza in un pomeriggio al lago, la tranquillità e la pace tra le acque calme, la spontaneità che si legge nell’espressione del suo viso, nel suo sorriso innocente e trattenuto dalla timidezza, l’imbarazzo distogliendo lo sguardo dall’obiettivo, il non essersi messa in posa ma quasi colta di sorpresa, descrivono appieno il suo stato d’animo, come se quasi si sentisse in colpa di sentirsi bene. Quello che mi ha colpita ancora di più è l’accostamento cromatico, che altrettanto non posso mostrare. Lei, che a differenza mia ha colori chiari di pelle, capelli, che ricordano il sole, la luce e il giorno e vi abbina abiti di tonalità altrettanto tenue e...

Caffé a Teatro

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Sabato pomeriggio l'ho incontrata, come da ragazza davanti a teatro, ma per la prima volta. Non eravamo in classe assieme al liceo, lo sono stati i nostri primogeniti. Amiche di penna, corrispondenza per anni esclusivamente epistolare in chiave moderna, via chat di Whatsapp, dopo otto anni ci siamo incontrate di persona per la prima volta. Gioia, vortici di chiacchiere: io partita a cascata, non trattenendo l’emozione, ma ero anche tanto curiosa di ascoltare racconti più o meno personali di una persona che conoscevo ma non avevo mai visto prima e potevo osservarla e ascoltarla mentre parlava. E son tornata ragazza, quando nel thè inzuppavo biscotti e chiacchiere con le compagne di classe, negli eleganti bar pasticcerie attorno al Duomo, prima o dopo il film al cinema, quando ancora si andava a leggere i cartelloni dello spettacolo esposti all’ingresso e si sceglieva un titolo e una sala del centro. Ora c'è il caffè del Teatro, che tanto contribuisce all'atmosfera con ...

Stupore

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E meraviglia scorgendo queste macchie di colore da lontano...sono accorsa ad osservare questi piccoli grandi capolavori dipinti sui sassi, che mi hanno riportata alla mia infanzia e ho sorriso pensando all'innocenza e creatività di bambine sulla spiaggia, con un passatempo d'altri tempi...i miei.