Dolci acque, acqua dolce

Seguire il ritmo delle stagioni assieme agli uccelli acquatici, scrutare il cielo, ascoltare il vento, percepire il tepore del sole anche nelle fredde mattinate invernali o non ancora pienamente primaverili, farsi avvolgere dall'abbraccio intensamente rigenerante ma potenzialmente pericoloso delle onde, allenare corpo e mente a resistere in condizioni a volte estreme, che necessitano concentrazione, forza di volontà, calma, respirazione: non è tutto.

Il grande Benaco accoglie le nostre risate, momenti sereni in cui lavare e sciogliere le preoccupazioni come macchie dai “panni” sporchi, alleggerire mente e corpo, tornare bambini, come hanno suggerito in modo corretto e appropriato alcuni miei compagni di...bagni, privi del “peso” che sopraggiunge crescendo, anno dopo anno, fino all’età adulta.

Siamo folli, “soffriamo” di una sana e terapeutica follia, se di follia si tratta.

Possiamo sembrare ridicoli, ma assieme alla forza fisica e mentale ci arricchiamo di una consapevolezza d'insieme fatta di empatia, ironia, gioia, entusiasmo, positività.

Poi torniamo alla nostra quotidianità per una settimana, sapendo che le dolci acque del Garda ci aspettano, ne sentiamo il richiamo e ci accoglieranno ancora, anzi favoriranno questo “altro” modo di essere che ci rafforza e unisce.

Il legante è l’acqua, “dolce” nido che ci ospita nei mesi più freddi dell'anno e apre le sue porte, purché siamo rispettosi, in uno scenario naturale che evolve, andrebbe protetto e dovremmo averne più cura, nonché onorarlo.



(cigni di Maderno)

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