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Liberty

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Domenica mattina, passeggiando lungo la meravigliosa via dei Musei, scorgendo il cartello della mostra sul Liberty, non ho resistito e mi sono fiondata nel cortile di Palazzo Martinengo. È un luogo magico, all’ingresso di questo piccolo giardino mi sento calata in una favola un po’ gotica, forse perché, chiuso tra le piante e i palazzi, non prende molta luce e la penombra lo rende misterioso, almeno ai miei occhi. Ti accoglie la parete a scacchiera coi colori primari come se fosse il primo e l’ultimo oggetto vivace, poi quasi inciampi nella possente scultura della piovra scura e spaventosa che avvolge una gondola facendola affondare. L’adoro. Da qui ti volti e scorgi la statua di un pellicano, di un rosa delicato, sopra una fontana. L’ingresso al palazzo da un lato, l’uscita dall’altro, l’interno fatto di una sequenza di sale ormai a me nota, avendo visitato tante mostre, ma in particolare quelle dedicate alle donne, immortalate e rese immortali grazie alla maestria di artisti che le h...

Ritratti

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Non posso mostrare la sua immagine, quindi perde significato il messaggio che vorrei trasmettere e ciò che vorrei esprimere non arriva di certo. Ma non posso fare a meno di pensare all’assoluta perfezione cromatica della fotografia che ho "rubato" dallo stato della mia amica Sara, che spero non se ne abbia a male. La serenità di una ragazza in un pomeriggio al lago, la tranquillità e la pace tra le acque calme, la spontaneità che si legge nell’espressione del suo viso, nel suo sorriso innocente e trattenuto dalla timidezza, l’imbarazzo distogliendo lo sguardo dall’obiettivo, il non essersi messa in posa ma quasi colta di sorpresa, descrivono appieno il suo stato d’animo, come se quasi si sentisse in colpa di sentirsi bene. Quello che mi ha colpita ancora di più è l’accostamento cromatico, che altrettanto non posso mostrare. Lei, che a differenza mia ha colori chiari di pelle, capelli, che ricordano il sole, la luce e il giorno e vi abbina abiti di tonalità altrettanto tenue e...

Caffé a Teatro

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Sabato pomeriggio l'ho incontrata, come da ragazza davanti a teatro, ma per la prima volta. Non eravamo in classe assieme al liceo, lo sono stati i nostri primogeniti. Amiche di penna, corrispondenza per anni esclusivamente epistolare in chiave moderna, via chat di Whatsapp, dopo otto anni ci siamo incontrate di persona per la prima volta. Gioia, vortici di chiacchiere: io partita a cascata, non trattenendo l’emozione, ma ero anche tanto curiosa di ascoltare racconti più o meno personali di una persona che conoscevo ma non avevo mai visto prima e potevo osservarla e ascoltarla mentre parlava. E son tornata ragazza, quando nel thè inzuppavo biscotti e chiacchiere con le compagne di classe, negli eleganti bar pasticcerie attorno al Duomo, prima o dopo il film al cinema, quando ancora si andava a leggere i cartelloni dello spettacolo esposti all’ingresso e si sceglieva un titolo e una sala del centro. Ora c'è il caffè del Teatro, che tanto contribuisce all'atmosfera con ...

Chiare, Fredde et dolci acque

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Fresche fino a settembre, le limpide acque del tratto di lago che mi ha conquistata erano decisamente fredde stamane. Ho vissuto un’esperienza esteriore ma anche interiore, inclusiva quanto esclusiva, positiva ma un po’ paurosa, semplice e complessa, sia individuale che sociale. Ho vinto la mia timidezza iniziale e sono riuscita ad affrontare il nuovo e l’ignoto per realizzare l’idea che mi è balenata in mente come un fulmine a ciel sereno. Mi ha stupita la mia determinazione quanto la calda accoglienza di perfetti sconosciuti, a dimostrazione del fatto che, se in passato mi sono trovata isolata e sola ad affrontare determinate situazioni, è perché l’ho voluto, ho avuto paura di aprire la porta e mettere il naso fuori. E ancora una volta, galeotta fu l’acqua, che oggi mi ha accolta ed avvolta, fredda e cristallina, per condurmi in un viaggio che spero continui a lungo.