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Camera con vista

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Perché anche da una stanza di ospedale si può ammirare uno splendido tramonto con vista castello. Quando ho alzato le tapparelle per contemplarlo, è stato emozionante suscitare gioia e sorrisi sui volti delle due nonnette malate immobilizzate nei loro letti. E noi figlie ci siamo scambiate sguardi affettuosi, felici di condividere con le nostre madri, anche reciproche, questi momenti che ci hanno unite, tutte e e quattro, forse per sempre, forse anche se non ci vedremo più. Ma ricorderemo sempre Elide, "la mia amica", definizione che forse non ho mai sentito dare a nessuna da mia madre, e la sua famiglia. Perché la sofferenza unisce, le figlie diventano mamme, le mamme diventano figlie. I padri, uomini duri, pilastri della nostra infanzia e giovinezza, cui appoggiarsi per trovare rifugio sicuro e supporto, sono diventati teneri e fragili nonnini. Ci siamo sentiti circondati da persone con cuore e professionalità che umanamente e con limiti umani si prendono cura di noi e dell...

Via Musei

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Tra una tappa e l'atra del mio itinerare tra casa, anzi case e ospedale, stamane mi sono presa una pausa alla ricerca di un luogo di pace dove magari riuscire ad accendere una candela e perché no recitare una semplice preghiera. Mi sono scontrata letteralmente in via Musei, con la magnificenza della grande immensa Brescia, che sa offrire scorci di meraviglie note ma ogni volta emozionanti e inaspettate, immense pietre  miliari di storia e arte. Santa Giulia, palazzo Martinengo, il Capitolium che riesce a sconvolgermi da mezzo secolo, palazzi nobiliari, giardini eleganti e tanto altro: ogni dieci passi compare un gioiello. Oggi la via era animata da visite guidate ed io ne ho seguita una assai interessante offerta dai volontari del Touring Club Italiano, in compagnia dei frati saveriani, nel convento accanto alla chiesa del Santissimo Corpo di Cristo e un'altra in Santa Maria della Carità, gemellata col mistico santuario di Loreto. Ogni volta scopro nuove meraviglie. Oggi le mie...

Dolci acque, acqua dolce

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Seguire il ritmo delle stagioni assieme agli uccelli acquatici, scrutare il cielo, ascoltare il vento, percepire il tepore del sole anche nelle fredde mattinate invernali o non ancora pienamente primaverili, farsi avvolgere dall'abbraccio intensamente rigenerante ma potenzialmente pericoloso delle onde, allenare corpo e mente a resistere in condizioni a volte estreme, che necessitano concentrazione, forza di volontà, calma, respirazione: non è tutto. Il grande Benaco accoglie le nostre risate, momenti sereni in cui lavare e sciogliere le preoccupazioni come macchie dai “panni” sporchi, alleggerire mente e corpo, tornare bambini, come hanno suggerito in modo corretto e appropriato alcuni miei compagni di...bagni, privi del “peso” che sopraggiunge crescendo, anno dopo anno, fino all’età adulta. Siamo folli, “soffriamo” di una sana e terapeutica follia, se di follia si tratta. Possiamo sembrare ridicoli, ma assieme alla forza fisica e mentale ci arricchiamo di una consapevolezza...

Liberty

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Domenica mattina, passeggiando lungo la meravigliosa via dei Musei, scorgendo il cartello della mostra sul Liberty, non ho resistito e mi sono fiondata nel cortile di Palazzo Martinengo. È un luogo magico, all’ingresso di questo piccolo giardino mi sento calata in una favola un po’ gotica, forse perché, chiuso tra le piante e i palazzi, non prende molta luce e la penombra lo rende misterioso, almeno ai miei occhi. Ti accoglie la parete a scacchiera coi colori primari come se fosse il primo e l’ultimo oggetto vivace, poi quasi inciampi nella possente scultura della piovra scura e spaventosa che avvolge una gondola facendola affondare. L’adoro. Da qui ti volti e scorgi la statua di un pellicano, di un rosa delicato, sopra una fontana. L’ingresso al palazzo da un lato, l’uscita dall’altro, l’interno fatto di una sequenza di sale ormai a me nota, avendo visitato tante mostre, ma in particolare quelle dedicate alle donne, immortalate e rese immortali grazie alla maestria di artisti che le h...

Ritratti

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Non posso mostrare la sua immagine, quindi perde significato il messaggio che vorrei trasmettere e ciò che vorrei esprimere non arriva di certo. Ma non posso fare a meno di pensare all’assoluta perfezione cromatica della fotografia che ho "rubato" dallo stato della mia amica Sara, che spero non se ne abbia a male. La serenità di una ragazza in un pomeriggio al lago, la tranquillità e la pace tra le acque calme, la spontaneità che si legge nell’espressione del suo viso, nel suo sorriso innocente e trattenuto dalla timidezza, l’imbarazzo distogliendo lo sguardo dall’obiettivo, il non essersi messa in posa ma quasi colta di sorpresa, descrivono appieno il suo stato d’animo, come se quasi si sentisse in colpa di sentirsi bene. Quello che mi ha colpita ancora di più è l’accostamento cromatico, che altrettanto non posso mostrare. Lei, che a differenza mia ha colori chiari di pelle, capelli, che ricordano il sole, la luce e il giorno e vi abbina abiti di tonalità altrettanto tenue e...

Caffé a Teatro

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Sabato pomeriggio l'ho incontrata, come da ragazza davanti a teatro, ma per la prima volta. Non eravamo in classe assieme al liceo, lo sono stati i nostri primogeniti. Amiche di penna, corrispondenza per anni esclusivamente epistolare in chiave moderna, via chat di Whatsapp, dopo otto anni ci siamo incontrate di persona per la prima volta. Gioia, vortici di chiacchiere: io partita a cascata, non trattenendo l’emozione, ma ero anche tanto curiosa di ascoltare racconti più o meno personali di una persona che conoscevo ma non avevo mai visto prima e potevo osservarla e ascoltarla mentre parlava. E son tornata ragazza, quando nel thè inzuppavo biscotti e chiacchiere con le compagne di classe, negli eleganti bar pasticcerie attorno al Duomo, prima o dopo il film al cinema, quando ancora si andava a leggere i cartelloni dello spettacolo esposti all’ingresso e si sceglieva un titolo e una sala del centro. Ora c'è il caffè del Teatro, che tanto contribuisce all'atmosfera con ...

Chiare, Fredde et dolci acque

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Fresche fino a settembre, le limpide acque del tratto di lago che mi ha conquistata erano decisamente fredde stamane. Ho vissuto un’esperienza esteriore ma anche interiore, inclusiva quanto esclusiva, positiva ma un po’ paurosa, semplice e complessa, sia individuale che sociale. Ho vinto la mia timidezza iniziale e sono riuscita ad affrontare il nuovo e l’ignoto per realizzare l’idea che mi è balenata in mente come un fulmine a ciel sereno. Mi ha stupita la mia determinazione quanto la calda accoglienza di perfetti sconosciuti, a dimostrazione del fatto che, se in passato mi sono trovata isolata e sola ad affrontare determinate situazioni, è perché l’ho voluto, ho avuto paura di aprire la porta e mettere il naso fuori. E ancora una volta, galeotta fu l’acqua, che oggi mi ha accolta ed avvolta, fredda e cristallina, per condurmi in un viaggio che spero continui a lungo.