Sono entrata in una nuova dimensione, nella quotidianità sono entrate la vita e la morte. La mattina nel parco passeggia una bambina graziosa e la sera saluto E. che ci sta lasciando. Penso sia stato uno dei primi incontri nella casa dei nonni, a spasso con la sua carrozzina e la mano perennemente tesa chiedendo un passaggio, un aiuto o semplicemente dove fosse M., la figlia. Nella casa dei nonni è tutto diverso da come ero abituata io. La sofferenza e la morte fanno parte del quotidiano. Aleggiano ovunque ma non pesano, almeno apparentemente: svolazzano, in uno stato di cosciente semi-incoscienza. Si riesce a sorridere, a volte ridere e godere di piccole grandi gioie, tra un pianto, un urlo, un battibecco. Ma si affronta tutto assieme. Loro con una maturità che solo l'età può dare e magari un po' di perdita di lucidità forse in questi casi aiuta. Mi colpì una frase che mi disse una suora a messa, quando le spiegai di aver scoperto la parentela tra mia mamma e don O.:"Dopo...
Già all'arrivo si preannunciava un pomeriggio vivace. Domenica d'estate, senza educatori e con pochi parenti, i diversamente giovani nel pieno della loro libertà espressiva, non trattenuti da vincoli famigliari né educativi, si esprimevano in libertà. Mentre tentavo di fare conversazione con mamma continuamente interrotta dalla G. che mi stringeva la mano e mi chiedeva di portarla a casa da mamma e papà e dalla M. che fatica a parlare ma mi ripeteva chiaramente di lasciarla perdere (consiglio che io né mamma intendevamo seguire perché ci siamo affezionate alla G. ed è impossibile resistere al suo continuo chiedere), fui distratta da una curiosa conversazione. Potrei definirla uno scambio di logiche follie, un binomio sconnesso, un dialogo fondato su botta e risposta a domande diverse, una perfetta sintonia nel caos, un'ordinata entropia. Lungi dal prendermi gioco di patologie neurologiche e geriatriche di cui non conosco appieno i dettagli ma rispetto profondamente chiunque...
Ormai è un appuntamento fisso e non solo con mamma, ma con tutti loro e a dir la verità sono gli altri ospiti a sostenermi psicologicamente, farmi coraggio e darmi forza quando mamma non è al top. E lei è così generosa e altruista con le sue nuove amiche di cui coglie dinamiche, fragilità ma meccanismi mentali non immediati, attraverso i quali riesce a entrare in contatto con loro, trovando la chiave da girare nella serratura per varcare la soglia della loro mente e del loro cuore. Ci sono tante situazioni, persone diverse con problemi diversi, ma sensibilità, generosità e qualità amplificate, immense, ognuna tanto particolare, che renderebbero banali tanti individui comunemente definiti normali. Hanno vissuto, amato, sperimentato più di me, ma molto di loro non riescono a esprimerlo se non, quelli che ancora ne sono in grado, con quegli occhi grigi che si accendono di gioia per piccole attenzioni e quei sorrisi che sbocciano come fiori nel deserto e ti incantano, con piccoli grandi ge...
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