Ninna mamma

È buffo: in queste sere, prima di coricarmi, vado alla ricerca di scorci di serenità, briciole di pace, che siano immagini, suoni, colori, oggetti e nella mente risuonano dolci melodie, come ninne nanne. Ieri sera è toccato a “Buonanotte fiorellino” di De Gregori, stasera a “Per te” di Jovanotti. 

Ne sento il bisogno. 

Dopo anni impegnata a fare la mamma imperfetta, (auto)colpevolizzata, inascoltata e incompleta, dedita all’impegno quotidiano di (illudermi di) soddisfare le esigenze famigliari per poi sentirmi capro espiatorio e non avente diritto al voto, mi sono ritrovata a prendermi cura della mia mamma che da donna fredda e severa è diventata fragile, debole e apertamente bisognosa e grata delle mie piccole ma per lei grandi attenzioni.

Le dedico la ninna nanna che stasera risuona nella mia mente stanca, perché con lei riscopro l’affetto genitoriale e i piccoli gesti che cullano e curano le ferite delle mamme, perché anche noi siamo figlie.


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