Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta racconti brevi

Pomeriggio al lago

Immagine
Caro Benaco, tu che hai ispirato e ospitato già millenni fa poeti illustri e personaggi colti, ancora oggi attiri turisti e artisti da ogni parte del mondo. In questi sabati di ottobre ancora miti e soleggiati, non posso rinunciare, quando riesco, a fuggire dalla città qualche ora per raggiungere le quiete spiagge semideserte. Mi perdo nella contemplazione dei monti retrostanti chiazzati di pinete di cipressi alternati a ulivi, degli alberi secolari e dei pini marittimi sul lungolago.  Ammiro le acque limpide in cui scorgo pesci e osservo anatre, cigni e cormorani muoversi indisturbati fino a riva, complice l’assenza degli umani.  Mi lascio cullare dalle onde, avvolta in un abbraccio freddo e rigenerante, e anche dal loro suono, in questa stagione in cui posso goderne appieno, in quanto non interrotto o soffocato dal vociare dei turisti. A caccia degli ultimi sorsi di abbronzatura, mi godo il riposo pomeridiano finalmente in prima fila e mi volto a guardare, per qualche istant...

Ottobre

Immagine
"Sei la mia ombra, una mia copia scolorita. Sei indeciso, non sai se confonderti con l'estate del caldo e afoso agosto o prendere una posizione e metterti con noi mesi autunnali, quelli veri." disse ottobre a settembre, il quale replicò: "Che vuoi? Io porto ancora il calore del sole, giornate estive in cui fare i bagni e abbastanza lunghe per passeggiare dopo cena, prima del buio pesto che tu fai scendere sempre più presto. Tu, barbaro ottobre, dopo aver fatto cadere le foglie, lasci le piante nude e arrabbiate, perché indifese contro il prossimo gelo invernale". Scosse la testa ottobre: "Zitto, mese di mezzo. Sei di passaggio, intanto che le persone si riprendono dalla calura estiva, innesti semi di malinconia nel cuore della gente, con quei tramonti sdolcinati, mentre io mi preparo al mio ingresso trionfale con una ventata fredda che annuncia il vero giro di boa, di quel sole che non scalda più. In cambio offro frutti così particolari e unici, mai banali:...

La consapevolezza

Immagine
Sveta e io ci siamo confrontate sul messaggio trasmesso da questo quadro. Questa volta siamo partite da pensieri diversi per convergere alla fine sullo stesso binario. (by Sveta Gorlova) La consapevolezza Tu, splendida rosa.  Rosa tenue e romantico è il colore delle pennellate che dipingono i tuoi petali. Petali che, quando l’amore è finito, in parte ti son stati strappati con forza, son volati via nel vento freddo delle prime autunnali giornate. Giornate diventate vuote e tristi per te, fiore estivo, che sembrava non dovessi resistere all’arrivo del maltempo.  Maltempo durante il quale sei rimasta chiusa in te stessa, pallida e infreddolita da quando è venuto a mancare il calore del tuo sole, che ti ha illuminata nella calda estate.  Estate intrisa della felicità data dall’amore che ti teneva viva, vivace e piena di sogni, uno per ciascuno dei tuoi carnosi petali. Petali, strappati, poi volarono via coi sogni e le illusioni, come ali di farfalla che si dispiegano battend...

Il giardino delle creature imperfette

Immagine
Anche in questo caso nacque spontanea la collaborazione: fu naturale associare al quadro che mi mostrò Sveta il racconto che avevo appena scritto. (by Sveta Gorlova) Il giardino delle creature imperfette Gloria aveva trascorso i suoi primi trent'anni alla ricerca della realizzazione personale e professionale, i seguenti dieci a cercare di non soccombere e non farsi risucchiare o schiacciare da ciò che aveva ottenuto ed i primi anta con la consapevolezza di aver preso sbandate colossali. Fu così che sprofondò in un baratro oscuro, una crisi profonda, un pozzo nero senza fondo, con la convinzione di aver commesso parecchi errori, di aver visto cose, fatti e persone attraverso lenti sporche, appannate o con un filtro di quelli che sfocano l'immagine. Ma soprattutto perse lucidità, obiettività, ogni piccola prova sembrava insormontabile e lei rimaneva nascosta nelle sue insicurezze e fobie, rifuggendo da tutti e tutto. Si ritrovò in condizioni di apatia completa, in cui non sentiva...

Attraverso i tuoi occhi

Per il suo compleanno lo scorso anno ho dedicato alla mia amica Silvia questo modestissimo testo, che ci rappresenta, insieme. Attraverso i tuoi occhi Silvia, ricordi ancora i nostri primi contatti, come ci siamo conosciute? Due ingegneri, un elettronico io, un informatico tu, fornitore e cliente rispettivamente. Le tue richieste talvolta tecnicamente non erano facili da realizzare per un’azienda come la nostra con poche risorse per personalizzare i programmi, ma tu eri così decisa. Mi stupì molto il tuo atteggiamento nei miei confronti, serio e autorevole, ma sempre gentile e disponibile. Andando avanti nel tempo si creò tra noi un tacito legame, nonostante ci sentissimo meno frequentemente. Ci siamo incrociate ad un funerale: non mi guardavi, ma ti avvicinasti e io ti salutai frettolosamente, non riconoscendoti subito, non ci eravamo mai viste forse di persona, non ricordo. Poi venne quella richiesta da tuo cugino. Io e il collega programmatore arriviamo in visita da te in azienda pe...