Pomeriggio al lago

Caro Benaco, tu che hai ispirato e ospitato già millenni fa poeti illustri e personaggi colti, ancora oggi attiri turisti e artisti da ogni parte del mondo.

In questi sabati di ottobre ancora miti e soleggiati, non posso rinunciare, quando riesco, a fuggire dalla città qualche ora per raggiungere le quiete spiagge semideserte.

Mi perdo nella contemplazione dei monti retrostanti chiazzati di pinete di cipressi alternati a ulivi, degli alberi secolari e dei pini marittimi sul lungolago. 

Ammiro le acque limpide in cui scorgo pesci e osservo anatre, cigni e cormorani muoversi indisturbati fino a riva, complice l’assenza degli umani. 

Mi lascio cullare dalle onde, avvolta in un abbraccio freddo e rigenerante, e anche dal loro suono, in questa stagione in cui posso goderne appieno, in quanto non interrotto o soffocato dal vociare dei turisti. A caccia degli ultimi sorsi di abbronzatura, mi godo il riposo pomeridiano finalmente in prima fila e mi volto a guardare, per qualche istante, in modo discreto, le poche persone in spiaggia, quasi tutte solitarie o a coppie. Oggi pomeriggio sono rimasta colpita, anzi incantata da una di queste, a tal punto da scriverne subito sul quaderno che porto ovunque con me. Si tratta di una coppia di stranieri, sulla sessantina, belli anzi bellissimi, dai folti capelli bianchi ed entrambi abbronzatissimi e giovanili. Hanno fisici tonici anche se non magri, sono evidentemente salutisti e sportivi. Lei sfoggia un costume nero intero con una classe sublime, lui bermuda e camicia color sabbia, portati con naturale eleganza. Con capelli raccolti in un morbido chignon, la signora si tuffa nel lago e nuota lentamente con movimenti tanto fluidi e delicati da non muovere il pelo dell’acqua. Il compagno la osserva con lo sguardo innamorato e, quando la vede avvicinarsi, si alza e va ad attenderla a riva con un telo in cui l'avvolge quando esce dall’acqua infreddolita. Poco dopo si rivestono con abiti che non potrebbero adattarsi meglio ad una giornata sulla spiaggia in qualche rinomata località costiera inglese, come Torquay, città natale di Agatha Christie. Alzo la testa dal quaderno dove sto appuntando i miei pensieri e incrocio il loro sguardo sorridente: mi stanno osservando a loro volta. Ne sono stupita. Lei ha sciolto i lunghi capelli e indossa un abito in tinta con i calzoni e la polo di lui, entrambi giocando sull’accostamento di beige e nero, con dettagli oro che spiccano nei loro accessori. Si danno un dolcissimo bacio sfiorandosi le labbra e si allontanano mano nella mano, nel tiepido sole filtrato dalla dolce foschia di ottobre, verso il tramonto.

Io già li immagino rientrare al Grand Hotel per l'ora del tè sulla terrazza affacciata sul lago. Non riesco a fermare la mia immaginazione e penso che stiano insieme da una vita: sono troppo affiatati e complici, anche se non passionali nei modi, ma molto contenuti e discreti. Magari non sono la coppia perfetta con la famiglia da Mulino Bianco, forse si sono allontanati per alcuni periodi, ma è servito a riunirli ancora più saldamente, conquistando una consapevole serenità, tra l'amicizia e l'amore. Hanno affrontato tempeste e ora si godono la pace.

Torno con lo sguardo sullo specchio d’acqua su cui si riflette un grande sole arancione mentre sparisce dietro le alture.



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