Ottobre
"Sei la mia ombra, una mia copia scolorita. Sei indeciso, non sai se confonderti con l'estate del caldo e afoso agosto o prendere una posizione e metterti con noi mesi autunnali, quelli veri." disse ottobre a settembre, il quale replicò: "Che vuoi? Io porto ancora il calore del sole, giornate estive in cui fare i bagni e abbastanza lunghe per passeggiare dopo cena, prima del buio pesto che tu fai scendere sempre più presto. Tu, barbaro ottobre, dopo aver fatto cadere le foglie, lasci le piante nude e arrabbiate, perché indifese contro il prossimo gelo invernale".
Scosse la testa ottobre: "Zitto, mese di mezzo. Sei di passaggio, intanto che le persone si riprendono dalla calura estiva, innesti semi di malinconia nel cuore della gente, con quei tramonti sdolcinati, mentre io mi preparo al mio ingresso trionfale con una ventata fredda che annuncia il vero giro di boa, di quel sole che non scalda più. In cambio offro frutti così particolari e unici, mai banali: uva, cachi, castagne, pere, mele, melagrane, pompelmi, kiwi, noci, nocciole, susine, mentre tu settembre, eccezion fatta per fichi e poco più, ti limiti a conservare i frutti estivi e terminare la maturazione di quelli che io offrirò nel cuore dell'autunno".
Settembre non ci stava: "Son tutte scuse, perché da me fioriscono amori e matrimoni, invece da te si pensa solo all'inverno imminente, con lugubri immagini di morte e tristezza. Se non fosse per Halloween, penseremmo già tutti ai nostri defunti. Ti salva questa ricorrenza, ti aiuta a distrarre la gente dal freddo in casa, dall'attesa che il comune conceda di accendere i caloriferi in città o dalla seccatura di effettuare la manutenzione degli impianti domestici, di preparare le coperte e i vestiti pesanti. Poveri turisti vagabondi sul lungolago infreddoliti in giacchetta, perché il tuo sole non scalda più e in un attimo le nuvole rilasciano pioggia a secchiate."
"Sei solo geloso perché stendo, sui marciapiedi e nei giardini, tappeti rossi e gialli di foglie che il vento fresco solleva dipingendo il cielo puntinato di stormi di uccelli migratori".
I due continuarono a discutere per un bel po', fino a quando si arresero, trovandosi d'accordo nel ritenere che non sarebbero così completi nella loro bellezza, se il mese che li precede non avesse preparato le condizioni climatiche per farli esprimere al meglio, coi loro frutti, i loro colori, la loro natura e tutta la loro splendida influenza sugli esseri umani.
Ogni mese è in grado di suscitare emozioni diverse, offrire spettacoli unici, ispirare poeti, artisti, umili sensibilità ricettive, tutti e dodici, in un ciclo che si ripete ricco di sorprese e ricordi.

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