Caffé a Teatro
Sabato
pomeriggio l'ho incontrata, come da ragazza davanti a teatro, ma per la prima
volta. Non eravamo in classe assieme al liceo, lo sono stati i nostri
primogeniti. Amiche di penna, corrispondenza per anni esclusivamente epistolare
in chiave moderna, via chat di Whatsapp, dopo otto anni ci siamo incontrate di
persona per la prima volta.
Gioia,
vortici di chiacchiere: io partita a cascata, non trattenendo l’emozione, ma
ero anche tanto curiosa di ascoltare racconti più o meno personali di una
persona che conoscevo ma non avevo mai visto prima e potevo osservarla e
ascoltarla mentre parlava.
E
son tornata ragazza, quando nel thè inzuppavo biscotti e chiacchiere con le
compagne di classe, negli eleganti bar pasticcerie attorno al Duomo, prima o
dopo il film al cinema, quando ancora si andava a leggere i cartelloni dello
spettacolo esposti all’ingresso e si sceglieva un titolo e una sala del centro.
Ora
c'è il caffè del Teatro, che tanto contribuisce all'atmosfera con la sua splendida
eleganza, fastosa bellezza, con quella maestosa tranquillità possente o
tranquilla possenza che solo pochi luoghi possono vantare.
Grazie
S., che non è Silvia né Sveta, ma Sara.

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