Katy

Katy è femmina.

Katy avanza ondeggiando i fianchi come una top model.

Katy indossa fiera il collarino con la campanella come fosse un collier di diamanti.

Katy si lascia tagliare le unghie manco fosse dall’estetista per la manicure.

Katy preme i cuscinetti sullo schermo dello smartphone per chattare.

Katy incolla il nasino alla fotocamera per farsi fotografare e osserva lo schermo curiosa.

Katy mangia quanto basta per mantenere la sua silhouette.

Katy a momenti si mette a favore di coccole e grattini, poi fugge zampettando e fa la preziosa.

Katy miagola come se parlasse e non appena si apre la portiera dell’auto o il baule, salta dentro sperando di andare a fare una gita, magari shopping, come quando entra nella borsa.

Katy non graffia e non morde giocando, ma porge in dono uccellini decapitati sullo zerbino della soglia di casa e azzanna crudele e impietosa i gatti del vicinato che entrano nella sua proprietà nonché comfort zone, riducendoli in fin di vita.

Katy è predatrice insaziabile e crudele, va a caccia e poi torna saltellando beata come se fosse stata a passeggio.

Katy non teme nessuno e tutti la temono, tutti meno uno, quello che la spaventa e davanti al quale lei fugge intimorita o resta in un angolo, nascosta: è Jack, il padrone di casa, il cocco di mamma.

Forse dovremmo essere un po’ Katy nel mostrare serene la nostra superiorità e indipendenza, a costo di essere sole ad affrontare le difficoltà, ma c’è un vecchio proverbio in proposito…ma altrettanto sarebbe meglio essere un po’ meno Katy nel temere qualcuno che non è superiore a noi sebbene si imponga, non sempre autorevolmente.

Katy sembra tranquilla e docile ma con la stessa eleganza e decisione con cui cerca attenzioni o passeggia indifferente, attacca decisa e colpisce nel segno.

Katy fa percepire la sua supremazia e non si fa dare per scontata o sottintesa. Dovrei imitarla più spesso.



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