Spelacchio e Sugoso
E
luce fu. Sarà stata un’ora, forse un’ora e mezza, in cui le luci solari son
risorte stasera, illuminando spelacchio; non abbellendolo, esagererei.
Oggi
però sono arrivati i rinforzi. Stamane, travasando il ragù dalla casseruola rimasta
sul balcone tutta notte a raffreddare, non so come possa essermi venuta l’idea di
una somiglianza fra le ciotole di sugo e un abete natalizio.
Sarà
stata la stanchezza prefestiva o lo stress accumulato in questi mesi
impegnativi, ma son corsa a frugare nel cesto dei nastri della mia mamma
appassionata di sartoria.
Quando
le maestre chiedevano bottoni o nastri per preparare addobbi natalizi a scuola,
la nonna premurosa li metteva nello zaino dei miei bambini, ricordando loro di
consegnarli.
Non
ho mai capito se i miei figli se ne dimenticassero, o ne adoperassero alcuni e
venisse reso l’inutilizzato o non fossero adatti o conformi alle richieste, fatto
sta che spesso me li tornavano o li ripescavo mesi dopo in fondo agli zaini;
quindi, li conservavo per un eventuale futuro utilizzo.
Da
allora, nonostante io non abbia ereditato la passione per il cucito della mia
mamma, ho continuato a serbare i fiocchi di raso dei panettoni o di alcuni
regali confezionati con particolare eleganza.
Con
pochi accessori ho concretizzato la mia idea di abete “sugoso”, sicuramente più
sostanzioso del mio Spelacchio.

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