L'aquilone

Proverbio cinese di questo giovedì

...dalla citazione del maestro di Tai Chi Chuan durante la lezione del mercoledì sera.

"Se la corda è lunga l'aquilone volerà in alto"

Nella bozza che ho preparato questo pomeriggio ho ammesso quanto per me fosse stato il contrario, ovvero la mia corda corta, essendo cresciuta in un ambiente pieno di proibizioni, regole e scarsa flessibilità e come questo avesse orientato le mie scelte in età adulta, fatte spesso non per mia iniziativa ma per senso del dovere, influenze esterne, condizionamenti, convinzioni inculcate in tenera età.

Ma poi l'aggiornamento sulle condizioni di salute della mia mamma mi ha fatto rinunciare ad esprimere quello che indirettamente sarebbe stato un atto di accusa verso i miei genitori, che, come tutti, hanno agito nel modo migliore o che ritenevano tale e realizzabile con le loro possibilità.

Quello che mi ha turbata fino a trattenere le lacrime a fatica, durante la lezione di Tai Chi, nel momento in cui il maestro ha chiesto di eseguire la "coreografia" pensando a una cosa che abbiamo fatto esclusivamente per noi, è stato ritrovarmi a frugare nel baule dei ricordi indietro per decenni senza trovare un'azione compiuta con sano egoismo per me stessa. 
Ho agito nella mia vita per qualcuno, per il bene (presunto) di qualcuno, a causa (dell'influenza) di qualcuno, raramente per me. Io dovevo esserci per gli altri, era il mio dovere soddisfare le aspettative nei miei confronti, occuparmi degli altri o meglio della loro gestione, anche a costo di diventare pedante, invisibile, sottintesa, irritante, scontata.
Nonostante la buona volontà e i sacrifici fatti per le persone accanto a me, ho ottenuto l'effetto opposto.
Ma è una constatazione, sebbene amara, che mi sta portando alla consapevolezza del mio valore e che forse allentando la corda, ci si può liberare da entrambi i capi.




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