Cachi

Passeggiando nel grande parco all'ombra di alberi secolari, il tempo si ferma in questi caldi pomeriggi, anzi riavvolgiamo il nastro, mamma ed io, tornando indietro a quegli anni in cui lei accompagnava qui la nonna Ines altrettanto insicura dopo la frattura del femore ed ora la storia si ripete.
Nell'angolo più scuro dietro al cancello sempre aperto, si incappa anzi si inciampa in qualche frutto caduto a terra e spesso calpestato e schiacciato. Si tratta di piccoli frutti verdi, sembrerebbero mini pomodori insalatari se non fossero durissimi.
Nella mia botanica ignoranza ho chiesto lumi a mamma, la quale con sicurezza mi ha risposto che trattasi di cachi.
Non le ho creduto, non ho nemmeno alzato lo sguardo per capire se riconoscessi almeno la pianta da cui si erano staccati questi piccoli frutti acerbi, finché il giorno dopo abbiamo incrociato un ospite in carrozzina, spinto da un uomo alto e più giovane di lui.
Questi incontri sono frequenti nel grande parco: ci si incrocia e anche se non ci si conosce ancora, ci si saluta sorridendo. Talvolta mi sembra di calarmi in una scena di un romanzo dell'Inghilterra dell'800, ricco di ambientazioni e scene di passeggiate nei parchi, avvolte dalla calma serenità ed ombra rassicurante dei protettivi alberi secolari, che mi ricordano "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen e tanti altri.
L'uomo in cazzorrina portava uno di questi piccoli frutti nel palmo della sua mano: salutando gli chiesi subito di cosa di trattasse ed egli rispose, stupito della mia ignoranza ovviamente: "È un caco" (molti faticano ad accettare il fatto che questo golosissimo frutto abbia una forma al singolare identica al plurale, ma ci si capisce ugualmente).
Così mi toccò ammettere pubblicamente che mamma aveva ragione. Riconobbi che essendo frutti autunnali non credevo di trovarli già in qualche modo formati a giugno. Ma il mio stupore raggiunse l'apice quando questo anziano, ops diversamente giovane, galantuomo, con un sorriso dolce e buono mi porse il frutto e mi disse, al centro di questo parco maestoso, tra il canto degli uccellini e il frinire delle cicale: "Ci ritroveremo qui quando i frutti saranno maturi?"
Rapita da questo fulmine a ciel sereno di romanticismo che mai nessuno aveva osato prima nei miei confronti, poi tornando alla realtà mi venne il dubbio che intendesse, vista l'età avanzata, che non era così sicuro di arrivare all'autunno...ma subito rigettai questa crudele, triste e malinconica versione che non si sposava con il suo sorriso e preferii tenere nel cuore la prima impressione romantica, stile romanzo inglese di metà 800 appunto.
Proseguimmo la passeggiata, ognuno col suo accompagnatore in direzioni opposte, certi di ritrovarci a breve.

Commenti

Post popolari in questo blog

Maggio

A piedi nel parco

Casa e bimbi