Agosto

Agosto, per me vieni dopo Ferragosto.
Prima non ti ho mai vissuto appieno, vuoi per la stanchezza dopo tanti mesi senza ferie, gli ultimi giorni di lavoro, la disperazione coi bambini al caldo e i centri estivi in chiusura, la preparazione dei bagagli per le vacanze (quando ancora le facevo) di corsa, le notti torride e le giornate afose scandite dal canto delle cicale instancabili e coi gatti stanchi e più pigri del solito, stesi sul pavimento o all'ombra della casa in giardino, negli angoli in cui è percepibile un debole venticello.
Poi dopo Ferragosto, mai così presto come quest'anno in cui non ho nemmeno un giorno di riposo e il caldo è stato davvero insopportabile, arriva un mattino in cui sento soffiare una piacevole arietta. Stamane ho avuto questa impressione, confermata da mamma che al mio arrivo aveva già ascoltato alla TV le previsioni del tempo che annunciavano un abbassamento delle temperature proprio da oggi. Dopo pranzo mi sono seduta in giardino in attesa che la lavatrice mi consegnasse il carico dei panni da stendere al sole, prima di riprendere i miei doveri di caregiver, ed ho avuto la conferma di questo repentino mutamento di clima, osservando il sole attraverso le fronde del mio acero accanto al muro di casa. Sì, è proprio quella luce che anticipa l'avvento di settembre e prepara le dolci giornate miti da me tanto amate, in cui fisico e mente sono meno provati, forse il cuore solo ne risente, avvolto dal velo di malinconia settembrina che comincia a formarsi, complice anche l'accorciarsi delle giornate.
Eccoti agosto, benvenuto, ora, per me.




Commenti

Post popolari in questo blog

Primo addio. Preparazione.

A chi non parla

Bye bye Bunny