Sapientino e sapientoni

Tanto amavo quel gioco ai tempi innovativo e moderno, precursore della rivoluzione tecnologica imminente, quanto malsopporto le persone che credono di avere le risposte a tutte le domande, dalle più banali ai grandi quesiti di misteri ancora irrisolti.
Forse la mia è gelosia o sana invidia per chi è sicuro di sé e sereno, quando io sono da sempre schiacciata dai sensi di colpa, le insicurezze, le piccole e grandi ansie del vivere quotidiano, i dubbi universali, le domande filosofiche, i contorcimenti mentali nel caos della mia testa confusa, che portano al nulla cosmico.
Io le persone le rispetto per la loro unicità, ma auspicherei che i detentori di queste splendide e invidiabili appunto qualità di elevata autostima e sicurezza in sé e nelle proprie idee e capacità risparmiassero il prossimo, magari non tutti ma almeno me, ed evitassero di offrire soluzioni e impartire lezioni a chi non imparerebbe anzi ne verrebbe turbato, nella migliore delle ipotesi.
Ma non siamo tutti uguali e il mondo è bello perché è vario...e nella nostra diversità c'è chi ha spiccate doti di autostima e chi meno, ma è più sensibile e non si permetterebbe mai di impartire lezioni di vita ad altri.
Ma soprattutto ammiro l'intelligenza di chi sa quando è il momento di tacere. Non è da molti, anzi da pochissimi.
Io penso che in medio stat Virtus e se le persone talvolta peccassero di umiltà e soprattutto si facessero gli affari propri, il mondo sarebbe migliore.
A loro dedico una pagina da "365 messaggi di amore e rispetto" di National Geographic.

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