DG

Non è la sigla di un programma televisivo né il marchio di una grande casa di moda. È il nuovo mondo in cui sono stata catapultata in un batter d'occhio e di cui fatico ancora a scrivere, parlare, pensare senza scoppiare in lacrime.
Se ne esco indenne è grazie a loro, i diversamente giovani che ormai inondano le mie giornate, a partire da mamma e papà che in un attimo son diventati fragili, vecchi, malati e bisognosi di tutto o quasi, ma soprattutto di affetto.
Ma entrare con mamma già scossa, confusa e malata in quella sala rumorosa e con tanti nuovi individui, mi ha sconvolta, spaventata, scioccata.
Per nuovi non intendo sconosciuti ma di nuova tipologia.
Con il termine individui non vogliono offenderli ma cerco di esprimere quanto mi sembrassero diversi e lontani dalle persone anziane che ero abituata a incontrare per strada o al supermercato.
Ero impaurita la prima volta che mi sono trovata in mezzo a loro, oltre che addolorata per la situazione della mia mamma.
Riesco a scriverne dopo quasi una settimana.
Io non li devo temere ma, a partire dalla mia mamma, ringraziare per l'enorme insegnamento che mi stanno dando e per accompagnarmi, assieme ad alcuni dei loro famigliari, in questo percorso di trasformazione del dolore e della sofferenza in amore.
Sono di nuovo in lacrime...to be continued...
Penso che accompagnerò l'annuncio in Instagram del mio nuovo post con il brano musicale che mi sono messa a cantare sentendolo durante il karaoke dei dg ieri, del cantante preferito di mamma, da sempre.

Commenti

Post popolari in questo blog

Maggio

A piedi nel parco

Casa e bimbi