Maggio

Già a fine aprile ero carichissima per maggio: mi ero preparata un book fotografico con le rose della vicina che, grazie all'esposizione a sud del suo giardino, volgono le loro testoline rosa verso di me, proprio di fronte alla mia camera, a coronare il mio intimo TRIangolo verde.
Ammiravo l'incontenibile fioritura delle siepi di gelsomino, dal profumo intenso e i rami disordinati.
Volgeva al termine la stagione dei bagni freddi nel Benaco, affrontavo la quotidianità con una certa leggerezza, nonostante gli impegni famigliari e lavorativi.
Poi tutto si ruppe il primo maggio e un minuto dopo aver innocentemente suonato al citofono di casa dei miei genitori, mi trovai catapultata in una nuova fase della mia vita.
Sono arrivata ora a scrivere il post di un maggio che ho dedicato alla mia mamma e mi ha resa più cosciente, più consapevole della gravità di certe situazioni, del valore delle persone e della sincerità di chi ti rimane vicino o ti si avvicina in questi momenti, a differenza di chi sottintendevi che ci fosse e invece si allontana o forse non c'è mai stato accanto a te. Meglio soli che mal accompagnati, per stare in tema di proverbi, indubbiamente. Nella vita però è umano sperare che ci sia qualcuno accanto a te nei momenti bui ed è in quei momenti che ti rendi conto delle scelte che hai fatto e di come hanno influenzato e influenzeranno la tua esistenza.
Ma non ci sono alternative se non di affrontare la realtà al meglio. Vorrei farlo in uno stato mentale più lucido. È uscita tutta la fragilità che probabilmente ho nascosto per decenni e mi sta soffocando.
In uno dei miei momenti di pianto forse isterico, alzo il capo e mi commuovo guardando la copertina su cui mamma aveva ricamato l'orsetto, passata da un nipotino all'altro, i miei figli che lei ha accudito e cresciuto con amore e responsabilità, mentre io ora mi sento una fallita nei riguardi di tutti, genitori e figli, e come mamma e figlia.
È stato un mese istruttivo. Ho conosciuto la solidarietà tra i fragili e le loro famiglie in contesti di sofferenza, ho appreso il valore di certe professioni quando si svolgono con dedizione e vocazione, pazienza e amore per sconosciuti che diventano amici indifesi di cui prendersi cura.
Sono entrata in contatto ravvicinato col mondo della geriatria, i risvolti amari dell'invecchiamento dei genitori e della difficoltà e imbarazzo iniziale nel prendersene cura e affrontare con loro una nuova e non sempre bella né facile quotidianità fatta di problemi, malattie, difficoltà e talvolta solitudine.
Ma il risvolto che più mi angoscia è l'essere impotente davanti a situazioni apparentemente irrisolvibili.




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