Liberty
Domenica
mattina, passeggiando lungo la meravigliosa via dei Musei, scorgendo il
cartello della mostra sul Liberty, non ho resistito e mi sono fiondata nel
cortile di Palazzo Martinengo.
È
un luogo magico, all’ingresso di questo piccolo giardino mi sento calata in una
favola un po’ gotica, forse perché, chiuso tra le piante e i palazzi, non
prende molta luce e la penombra lo rende misterioso, almeno ai miei occhi.
Ti
accoglie la parete a scacchiera coi colori primari come se fosse il primo e l’ultimo
oggetto vivace, poi quasi inciampi nella possente scultura della piovra scura e
spaventosa che avvolge una gondola facendola affondare. L’adoro. Da qui ti
volti e scorgi la statua di un pellicano, di un rosa delicato, sopra una fontana.
L’ingresso al palazzo da un lato, l’uscita dall’altro, l’interno fatto di una
sequenza di sale ormai a me nota, avendo visitato tante mostre, ma in
particolare quelle dedicate alle donne, immortalate e rese immortali grazie
alla maestria di artisti che le hanno ritratte in pose e abiti sublimi, circondate
da un’aura di eleganza senza tempo.
“Donne
nell’arte, da Tiziano a Boldini”, poi “La Belle Époque. L’arte nella Parigi di
Boldini e De Nittis” e infine, ieri: “Liberty, l’arte dell’Italia moderna”. Io
l’ho trovata esaltante, a tratti commuovente. Passeggiare tra queste bellezze,
dopo l’ingresso dal cortile unico nel suo genere, mi ha calata in un sogno meraviglioso,
in un emozionante viaggio nel tempo che si è concluso, al solito, all’uscita
con l’acquisto compulsivo di cartoline, magneti e il pesantissimo catalogo della
mostra, che assieme agli altri, conservo gelosamente ed espongo in salotto, fiera
come fossero gioielli.
Sono
preziose gemme queste collezioni di figure femminili tanto affascinanti, rappresentate
nei ritratti, o artefici esse stesse di opere d’arte magistrali, come nel caso
della prima pittrice impressionista, di cui ho visitato la mostra “Impression,
Morisot” nell’altrettanto amato Palazzo Ducale della magica Genova, lo scorso
anno.
Insomma, visitare mostre in tali luoghi è per me sempre un’esperienza nuova e meravigliosa.
"Saluti da Venez..." (Stefano Bombardieri)

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