Virtuosismi
Ho
faticato già a memorizzarlo e trascriverlo. Il messaggio si legge tra le righe: si aspira alla virtù suprema. Io mi son fermata all’inizio dell’arduo e
cervellotico percorso interpretativo, assalita da un flashback scolastico. Sono
stata catapultata d’improvviso sui banchi del liceo, al terzo anno, durante un’arzigogolata
lezione di filosofia dell’antica Grecia, tra l’Essere e il Non Essere di
Parmenide, la Negazione di Platone, l’Infinito di Anassimandro, nebulosi
ricordi, il tutto mixato nella mia mente come un cocktail a discreta gradazione
alcolica, visti gli effetti collaterali.
Insomma,
“Così è (se vi pare)”: anche secondo Pirandello non è possibile conoscere una
verità oggettiva, quindi mi consolo.
Il
proverbio è cinese, l’acero nella foto pure, o forse giapponese, ma appunto, poco cambia nel dubbio che non
esista una verità certa e unica.

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