Gennaio
Non sono mai stata in grado di
inquadrarti fino in fondo, forse non ho ancora colto la tua vera essenza, gennaio. Inauguri
l’anno ma alla fine ti inglobano sempre nelle vacanze natalizie e a loro vieni associato.
Sei lì al limite, come i
festeggiamenti di Capodanno che cominciano a dicembre e finiscono da te.
Mi ricordi il mio calicanto d’inverno
che sto osservando in giardino, nel tiepido sole invernale, che comincia a
perdere le foglie ingiallitesi in pochi giorni e sono già spuntati i primi
germogli profumatissimi sui nudi rami.
Gennaio, sei sole, sei freddo, sei neve,
sei mattine gelide che lasciano spazio a pomeriggi dalla temperatura clemente e
le sere gradatamente divengono buie più tardi.
Nel tuo freddo contieni le mie
emozioni di mamma, sconvolta dalle recenti notizie su una strage di ragazzi morti
in maniera orrenda. Non dovrebbero servire fatti così eclatanti per rappresentare
dei precedenti e insegnare responsabilità, sicurezza e controlli, o per farci
capire quanto siamo fortunati. Esistono purtroppo tante quotidianità lontane da
noi o a noi sconosciute di enormi sofferenze, violenze e ingiustizie.
Acque, gelide ma per me accoglienti,
da voi mi rifugio per rigenerarmi e trovare serenità con chi condivide questa
sfida fatta di brividi esaltanti e frizzanti, anche ora che tu, gennaio, che ci guardi senza
le ostentazioni dell’estate o i colori del foliage autunnale, senza cenni di
primavera ma così forte e presente nel tuo rigore invernale, sferzi il cielo limpido con vento gelido, tracciando striature bianche come le ali dei gabbiani.

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