Luci nel buio sotto la pioggia

Domenica sera al ritorno dal lago, percorrendo le panoramiche curve della Gardesana Occidentale sotto la pioggia battente, nonostante le condizioni di scarsa visibilità, dietro a un tornante mi è apparso all’improvviso un maestoso castello in un’oasi di buio, tra cipressi secolari e altri alberi giganteschi con le fronde scosse dal vento: il Grand Hotel Fasano. Anche di giorno è un edificio enorme che non può passare inosservato, ma la sera sembra esista solo lui. Gode di un’illuminazione magistrale, che a mio parere lo impreziosisce e lo rende ancor più affascinante che di giorno. Addirittura, su una parete proiettano vecchie cartoline e stampe delle località circostanti in bianco e nero. 

Forse chi come me può raggiungere il lago con un viaggio relativamente breve è portato a prestare poca attenzione agli hotel, ormai quasi tutti lussuosi, che si incontrano lungo la strada che costeggia il lago, da Salò verso Riva del Garda. Spesso si associano, a ragione, a un turismo di ricchi stranieri, che hanno una particolarità, oltre ad apprezzare i servizi offerti da queste strutture: sanno godersi aspetti del nostro lago che noi talvolta sottovalutiamo, ovvero quanto sia bello anche al di fuori della stagione estiva, anzi per certi aspetti migliore, più tranquillo, meno affollato, senza le tradizionali code lunghissime di auto, tornato ad essere dimora degli uccelli acquatici che si riappropriano del loro territorio. 

Ho immaginato il piacere di entrare a rifugiarmi in un ambiente sontuoso, elegante ma accogliente, luminoso. Ho accostato l’auto e osservato la magnifica struttura, sognando a occhi aperti di entrare in una stanza finemente arredata e calda, togliere i vestiti bagnati, fare una doccia, affacciarmi alla finestra a contemplare il paesaggio lacustre in una notte buia e tempestosa. Sognare non costa nulla.





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