Floral outfit

C'è chi si veste in un certo modo e con uno stile particolare per piacersi, chi perché lo ritiene consono ad età e fisico o alla situazione e al luogo, soprattutto se come me al lavoro ci sono delle regole precise sull'outfit.

Alcune, donne soprattutto, si vestono per piacere o per assecondare i gusti della persona amata, del compagno, del marito.

Fuori dal lavoro io non mi piaccio, ma manco al lavoro a dir la verità, e non ho nessuno che mi indichi o consigli come potrei stare meglio vestita.

Gli unici che hanno provato a suggerirmi un determinato stile da seguire nell'abbigliamento e un altro (quello che indossavo) da evitare, hanno sortito l'effetto opposto o quasi, convincendomi che non ci si veste secondo i gusti di altri ma nel possibile per stare a proprio agio e/o comodi. 

In fondo mi è stato utile, perché ho capito quanto fossi a disagio con vestiti che non ritenevo adatti alla mia età e al mio modo di essere, quando ancora avevo il fisico per indossarli.

In generale, amo il nero in tutte le sue sfumature, ovvero nessuna, ma ho notato l'apprezzamento dei miei nonnetti e nonnette quando indosso abiti colorati e con fantasie floreali, quindi questo weekend mi sono lanciata con un lungo vestito a fiori che chi si è permesso di suggerirmi linee guida più aggressive avrebbe definito aberrante. Invece, abbinato ad una t-shirt giallo lime e ai sandaletti verde lucido, ha portato una ventata di gioia primaverile nella casa dei nonni. Hanno apprezzato in tanti e mi hanno riempito il cuore.

In particolare in questi giorni in cui mamma è in sofferenza e l'ancora più anziano papà, non essendo nato con l'indole del tenero consolatore e confidente, mi conferma di continuo che in questa situazione sono sola, mi ha fatto bene tutta questa disinteressata approvazione.

A giugno sono entrata nella casa dei nonni spaventata, poi coraggiosa ho affrontato una realtà difficile per mamma e me, aiutata e sostenuta da loro.

In seguito mi son fatta forza e con l'arma della gentilezza e del sorriso ho cercato di contribuire a rasserenare nel mio piccolo alcune parti delle loro lunghe giornata tutte uguali, per finire, in tre mesi, a chiedere tacitamente quanto disperatamente aiuto ai miei nonnetti, in giorni come questi, perché mi sostengano con quell'amore incondizionato di chi è abituato a solitudine e sofferenza.

Una collaboratrice oggi mi ha detto che gli anziani diventano bambini e di ricordarmi la pazienza che aveva la mia mamma quando facevo i capricci da piccola, perché ora sono diventata io la sua mamma e devo sopportare e saper gestire i suoi di capricci.

Le sue parole mi hanno tanto sconvolta, che prima di andarmene sono corsa alla ricerca di un sorriso, un gesto, una stretta di mano da chi, tra i diversamente giovani della casa, me li dona ogni giorno. Volevo sentirmi nipote, coccolata dai nonni delle favole, perché sono così, adorabili e generosi. Mi sono sentita terribilmente debole, fragile e bisognosa io di loro, per me.

E alla faccia dei consulenti di moda, più o meno imparziali, questo pomeriggio tornerò col mio outfit floreale, che forse mi ingrassa, ma porta gioia e sorrisi, quindi è un successo garantito.



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