The miracle of love
Canzone degli Eurythmics per me indimenticabile, mi dà ancora i brividi ascoltarla. Stamane, lungo il tragitto in auto verso il lavoro, ho deciso di cambiare stazione radiofonica: la musica che ascolto abitualmente mi dava l'impressione di agitarmi. Avevo voglia di qualcosa di più tranquillo e così fu: sentendo le prime note di questo brano, sono stata catapultata ancora una volta in montagna, rifugio ideale per preparare la prova orale della maturità, immersa nel silenzio rotto da solamente dai suoni familiari che scandivano più o meno regolarmente il ritmo della mia giornata. Si partiva presto con il cuculo mattiniero, seguito dalle galline che annunciavano le uova pronte, per poi continuare col cane che salutava il postino. Infine il gallo a mezzogiorno annunciava il pranzo che mamma e io consumavamo davanti alla TV in compagnia de “La signora in giallo”.
Il pomeriggio era più silenzioso e soporifero, per quanto riguarda lo studio in particolar modo.
A sera si ricominciava con le cicale o i grilli, insetti che ancora oggi io non distinguo, durante le notti profumate intensamente di funghi e di bosco, sotto un cielo tappezzato di stelle, al chiaro di una luna gigante e vicina, che illuminava prati in cui le diurne macchie colorate dei fiori lasciavano spazio ai led naturali di lucciole e occhi di gatti impegnati nella caccia notturna.
Alla fine della strettoia in mezzo alle case, si presenta il paesaggio che vedo ogni mattina feriale da tanti anni: il debole sole mattutino, o la nebbia a seconda delle stagioni, inonda i campi che resistono ai margini della città. Sullo sfondo si stagliano le colline erose dalle cave di marmo.
Talvolta, forse in periodi di particolare stress o stanchezza, mi concentro sugli aspetti negativi della mia professione: l’impegno quotidiano, gli orari rigidi, la mancanza di libertà, le corse per farci stare tutto e con gli anni sembrano pesare sempre di più. Mi manca poter scegliere in una giornata di sole di fuggire al lago o visitare una città che mi incuriosisce, assaporandone le specialità artistiche e culinarie. Ma poi, se giro la frittata, penso ai colleghi ormai affezionati, ai clienti ben educati, alla mia postazione di lavoro, nell'angolo come piace a me, con la scrivania a fianco di una gigantesca finestra sul verde.
In fondo è il frutto delle scelte che ho fatto e poteva andare molto diversamente ma anche molto peggio, messaggio che potrebbe essere letto, magari un po' tirato, tra le righe del testo degli Eurythmics: uno stimolo a vedere oltre e andare avanti.
C'è amore fuori e in tante forme, maybe unconventional, e spesso non vediamo ciò che ci viene offerto e ciò che abbiamo di prezioso.

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