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Salus per aquam
Lo spettacolare Mar Ligure nel quale mi sono immersa stamane non poteva non ispirarmi pensieri che probabilmente fanno acqua da tutte le parti, ma sono i miei, ci posso far poco.
(Mar Ligure, oggi)
L’acqua è sempre stato il mio elemento. Lo devo, almeno in parte, ai corsi di nuoto a cui mi iscrissero i miei genitori, complice la vicinanza a casa della piscina pubblica, ma soprattutto per l’opportunità che volevano dare alle nuove generazioni delle persone che da bambine non hanno avuto la mia agiatezza, in anni in cui l’attività sportiva era un lusso per pochi.
Ricordo che le otiti frequenti mi rendevano difficile la vita “in corsia”, ma non sarei comunque diventata una campionessa. A differenza dei miei cugini che collezionavano successi sportivi, io ero una secchiona e basta. Del resto, non si può eccellere in tutto.
Da allora ho instaurato un legame stretto con l’acqua e anche da adulta ho sempre coltivato a livello amatoriale la passione per il nuoto, più che come sport come terapia. Immergermi e avanzare a decise e ritmiche bracciate, mi consente di isolarmi dal mondo esterno, dai rumori e concentrarmi sui miei pensieri, le mie idee.
Col passare degli anni, con l’avvento della pinnetta trofica, ho limitato molto il mio sguazzare e, quando ho ripreso, son tornata poco più che paperella. Anzi poco meno, perché nuotando spesso nel lago accanto a questi nobili e variopinti pennuti, rimango affascinata dalla loro agilità e fluidità di movimento nell’acqua. Quindi non tengo nemmeno il passo delle papere, per far capire il mio livello, e posso solo invidiare la loro eleganza nell’incedere.
Ma nulla riesce a frenare la mia corsa verso l’acqua!
Eccezion fatta per l’inverno, ma solo se particolarmente rigido, al lago come al mare, provo un’irresistibile pulsione a tuffarmi tra le onde. Nell’ampio baule della mia auto, assieme allo stretto necessario per star via di casa anche sei mesi in tutte le possibili condizioni atmosferiche e i climi più rigidi, il bikini, il telo e le scarpette non mancano mai. Mi cambio ovunque e nei mesi più freddi devo almeno immergere i piedi.
Posso essere annoiata, seccata, stressata, arrabbiata, ma appena entro in acqua lascio tutta la negatività tra le onde e mi sento leggera. Se poi nel mio lento e pacifico avanzare incontro cigni, anatre o nel limpido "mio" mare qualche pesciolino, dimentico completamente la realtà terrena per calarmi nel loro mondo sereno.
Mi adatto alle docce, ripudio la vasca da bagno, come idromassaggio prediligo quello gentilmente offerto dal Mar Ligure in ogni stagione.
L’importante è che le “chiare, fresche et dolci acque” mi avvolgano e mi purifichino.

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